Mobilità alpina sotto pressione
Il Convegno internazionale tenutosi a Bolzano, organizzato da CIPRA Internazionale e dalla Federazione Ambientalisti/CIPRA Alto Adige, ha evidenziato ancora una volta con chiarezza il conflitto tra le esigenze del settore dei trasporti e quelle della popolazione tirolese lungo l’asse del Brennero. Le strategie per risolvere questa situazione possono essere sviluppate solo a livello europeo, in collaborazione con la Svizzera.
Relatori e relatrici del convegno - Foto: Linda Schwarz
È un dato di fatto che il volume di traffico sul corridoio del Brennero sia superiore a quello di tutti gli altri valichi alpini messi insieme. Ed è anche un dato di fatto che il traffico di camion e automobili continua ad aumentare. La ragione principale di questo boom del traffico sul Brennero sta nei pedaggi relativamente convenienti. L’asse del Brennero è attualmente il valico alpino più economico, e ciò riveste grande importanza soprattutto per l’economia italiana, come ha sottolineato Stefano Pedot, rappresentante di Confindustria Trento.
Che questo traffico non sia solo una benedizione, ma anche una maledizione, è stato sottolineato sia dal sindaco del Tirolo del Nord Karl Mühlsteiger sia dalla presidente della Federazione Ambientalisti Elisabeth Ladinser. Per la salute delle persone e per la qualità dell’ambiente circostante, il traffico di transito ha raggiunto livelli inaccettabili. Ora si tratta di inviare un messaggio chiaro a Bruxelles, Roma e Monaco, affinché si comprenda che non si può continuare così.
Proposte concrete di soluzione sono state avanzate dagli assessori provinciali René Zumtobel e Daniel Alfreider. La necessaria politica di trasferimento dal trasporto su strada a quello ferroviario si articola in due grandi misure: in primo luogo, occorre potenziare l’infrastruttura ferroviaria tra Monaco e Verona; in secondo luogo, è necessaria un’equità dei costi tra i sistemi di pedaggio di Italia, Austria e Germania.
Sia il potenziamento delle infrastrutture che la necessaria equità dei costi potranno funzionare solo se si riuscirà insieme a inserire la tutela delle Alpi nell’agenda dell’UE. CIPRA Internazionale e la Federazione Ambientalisti/CIPRA Alto Adige continueranno a battersi finché il trasferimento dal trasporto su strada a quello su rotaia non diventerà realtà.




