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Al lavoro per la biodiversità nei nostri paesi: parte il progetto transfrontaliero NatUrA in Alto Adige, Carinzia e Tirolo
15 giugno 2026

Al lavoro per la biodiversità nei nostri paesi: parte il progetto transfrontaliero NatUrA in Alto Adige, Carinzia e Tirolo

Si è tenuto l’11 e 12 giugno a Bolzano, nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, il kick-off meeting del progetto Interreg Italia-Austria NatUrA – Nature in Urban Areas; coordinato dalla Federazione Ambientalisti Alto Adige e realizzato insieme a un’ampio partenariato transfrontaliero – Ökoinstitut Alto Adige, Piattaforma per il rurale e Centro Convegni dell’Abbazia di Novacella in Alto Adige, Città di Villach e Associazione Parco Naturale di Dobratsch in Carinzia, Università di Innsbruck in Tirolo. 

Da sin. Matthias Zingerle (Comune di Bolzano), Daniel Tröger (Ökoinstitut Alto Adige), Peter Rier (Lia Collective), Kathrin Plunger (Centro di Sperimentazione Laimburg), Eva Ladurner (Heimatpflegeverein Marlengo), Paolo Viskanic (R3GIS), Oriana Sturiale (Centro Convegni Abbazia di Novacella), Lukas Neuwirth (Centro Convegni Abbazia di Novacella), Peter Laner (Eurac Research), André Mallosek (Piattaforma per il rurale), Günther Wisthaler (Comune di Villabassa), Alexander Gogl (Università di Innsbruck), Carmen Dietinger (Città di Villach), Viola Ducati (Federazione Ambientalisti Alto Adige), Sonja Abrate (Ökoinstitut Alto Adige), Birgit Pichorner (Associazione Parco Naturale di Dobratsch), Ines Schäfer (Associazione Parco Naturale di Dobratsch), Andreas Flora (Università di Innsbruck), Wolfgang Faller (Città di Villach), Anna Höllerer (Fachhochschule Kärnten), Hanspeter Staffler (Federazione Ambientalisti Alto Adige) - foto: Federazione
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Il progetto realizzerà misure concrete a favore della biodiversità nei comuni pilota, coinvolgendo la popolazione locale e fornendo supporto, formazione e aggiornamento delle conoscenze al personale dei comuni e ai professionisti del settore. Anche sulle Alpi la biodiversità è in declino, e gli spazi urbani possono svolgere un ruolo importante per contrastare questa tendenza, offrendo habitat a numerose specie animali e vegetali. Ma più natura nei centri abitati non aiuta solo la biodiversità: rafforza anche la resilienza ai cambiamenti climatici e aumenta vivibilità e benessere della popolazione. 
Eppure, mancano ancora strumenti adeguati per i piccoli centri abitati: "Ci sono già studi e buone pratiche per le città, ma finora è mancata quasi del tutto l'attenzione per le aree rurali e i centri abitati di piccole dimensioni", spiega Hanspeter Staffler, direttore della Federazione. "Con questo progetto ci proponiamo di colmare questa lacuna, non solo con la teoria ma con la pratica concreta, testando una serie di misure in vari piccoli comuni dell'Alto Adige, della Carinzia e del Tirolo."
Gli ambiti d’azione sono molti: dalla riduzione dell'impermeabilizzazione del suolo — meno asfalto, sistemi di copertura più permeabili, più superfici verdi e blu –, a un'architettura biodiversity-friendly, a partire dalla scelta dei materiali e dal design degli edifici, fino a una gestione ecologica del verde, con attenzione alla scelta delle specie vegetali e a una manutenzione rispettosa di insetti, uccelli e piccoli mammiferi. Interventi concreti che puntano nel contempo a favorire la biodiversità, rafforzare la resilienza al cambiamento climatico e migliorare la vivibilità dei centri abitati, con particolare attenzione alla qualità degli spazi pubblici. Piccoli accorgimenti possono fare un'enorme differenza e i comuni possono diventare apripista e modello per la cittadinanza e il settore privato. Un cambio non solo tecnico, ma anche culturale: numerose le attività formative in programma, da quelle specializzate per professionisti del settore a quelle più ludiche per bambini e ragazzi.
Nei prossimi mesi inizieranno le attività di coinvolgimento della cittadinanza nei comuni di Cortina sulla Strada del Vino, San Genesio Atesino, Marlengo e Villabassa in Alto Adige, Villach, Bad Bleiberg, Nötsch e Arnoldstein in Carinzia e in un comune del Tirolo in via di definizione. 
Il progetto è co-finanziato dall’Unione Europea tramite il programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Austria. Per lo sviluppo del progetto la Federazione ringrazia il sostegno finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.