Il disboscamento del bosco ripariale a Bressanone è un sacrilegio
Venerdì scorso alle 6 del mattino, con un'operazione condotta di nascosto, sono stati disboscati 7000 m² di bosco ripariale nella zona industriale di Bressanone. Con il disboscamento di questo bosco ripariale si è creato un fatto compiuto!
Bosco ripariale a Bressanone - foto: Hyla 2018
Dal punto di vista giuridico, questa procedura è assolutamente scorretta, poiché i termini di ricorso contro i provvedimenti positivi della Giunta provinciale non sono ancora scaduti e, cosa ancora più grave, il disboscamento è avvenuto al di fuori del periodo consentito, che serve a proteggere gli uccelli nidificanti, i pipistrelli e i rettili.
La Federazione Ambientalisti Alto Adige condanna decisamente questo modo di procedere. “Sembra un modello subdolo, triste e ricorrente”, afferma Elisabeth Ladinser, presidente della Federazione, ricordando che “all'epoca gli alberi di Bolzano davanti al vecchio ospedale, gli alberi di Sesto nella Stiergarten-Signaue, le caserme di Silandro, tutti furono sacrificati in azioni notturne e segrete per creare fatti compiuti in relazione a progetti dubbi e illegali”.
La riclassificazione del bosco ripariale in zona industriale a favore dell'azienda Progress è stata ed è oggetto di accese discussioni anche all'interno della Federazione. Le opinioni e le posizioni delle singole organizzazioni membri non sono congruenti. Sia la posizione dei biologi a favore della conservazione del bosco ripariale, sia quella a favore dell'ampliamento del biotopo di Millan sono fondate ed hanno ragion d'essere. Tuttavia, dopo approfondite discussioni, il consiglio direttivo della Federazione ha deciso di accettare eccezionalmente questo compromesso di scambio di terreni, poiché a lungo termine la natura ne trarrebbe vantaggio grazie all'acquisizione di nuove aree, più grandi, rinaturalizzate per l'ampliamento biotopo di Millan. E alla fin fine, la natura dovrebbe sempre vincere!
Questo disboscamento ha provocato esattamente l'effetto contrario. “Il mancato rispetto del divieto di abbattimento equivale a una vera e propria barbarie!”, afferma Peter Gasser, vicepresidente, “l'azienda Progress sta perdendo credibilità! L'intenzione originaria di creare nuovi spazi naturali attraverso aree di compensazione si sta trasformando in greenwashing”. Elisabeth Ladinser aggiunge: “Questo comportamento della ditta Progress è una grande delusione per la Federazione in quanto forte violazione della fiducia dimostrata”.




