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Workshop: Come valorizziamo al meglio i nostri frutteti tradizionali?
13 novembre 2025

Workshop: Come valorizziamo al meglio i nostri frutteti tradizionali?

I tradizionali frutteti estensivi o “pangarte”, con i loro alberi ad alto fusto e le varietà di frutta talvolta molto antiche, sono una gioia per gli occhi e un grande tesoro per la biodiversità. Ma qual è la situazione dei prodotti ottenuti da questa frutta? Esistono possibilità interessanti per la commercializzazione di queste delizie? 

Foto: Antiche varietà di mela, presentate come piccoli gioielli © Margot Schwienbacher – Eurac Research
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A queste domande si è cercato di rispondere durante un workshop dell’“Iniziativa Baumgart”, che si è svolto recentemente all’Eurac di Bolzano.
«Si tratta di vere rarità, piccoli gioielli – e come tali vogliamo farli conoscere alla gente», afferma il pomologo e specialista dei frutteti tradizionali Alois Wilfling, proveniente della Stiria in Austria. È stato lui a tenere la relazione introduttiva del workshop sui frutteti estensivi, organizzato all’inizio di novembre dall’“Iniziativa Baumgart” sotto la direzione di Eurac Research. In linea con il tema, Wilfling ha presentato una sorta di scrigno del tesoro contenente singole mele di varietà antiche e molto rare. Queste vengono commercializzate come frutta da tavola – descritte accuratamente e caratterizzate nelle loro particolari proprietà – come piccoli e raffinati gioielli, attraverso il commercio online su eva&adam.at. Ma questa è solo una delle possibilità per valorizzare al meglio la ricchezza dei frutteti tradizionali.
I circa quaranta partecipanti al workshop hanno poi discusso in piccoli gruppi diverse questioni legate alla commercializzazione della frutta dei frutteti estensivi: come arrivano ai clienti mele come la Gravensteiner, la Stoanpeppele, la Brixner Plattling e la Edelroter, oppure pere come la Rittner Kloatze, la Palabirn o la Gute Luise? Come si può comunicare il valore aggiunto e i possibili costi supplementari della coltivazione nei frutteti tradizionali? Come può essere coinvolta la gastronomia per valorizzare queste particolarità?
Negli ultimi anni sono già emerse molte novità: succhi di mela monovarietali, distillati pregiati ottenuti da varietà antiche, squisite marmellate o frutta essiccata e salutari barrette di frutta- cereali sono ormai disponibili nei mercati contadini, nei punti vendita delle aziende agricole o presso fruttivendoli specializzati. Tuttavia, proprio in materia di commercializzazione della frutta dei frutteti estensivi restano ancora molte questioni aperte, poiché l’agricoltura frammentata e le piccole quantità di varietà molto particolari rendono il lavoro dei produttori non sempre facile. Spesso sono soprattutto le conoscenze personali e il passaparola ad aiutare a far arrivare mele, pere, prugne o albicocche ai consumatori.
Durante il workshop sono stati individuati problemi concreti, raccolte e sviluppate idee e intrecciati molti nuovi contatti tra gli appassionati dei frutteti tradizionali. Al di là delle Alpi, questi preziosi paesaggi culturali si sono conservati in misura maggiore – forse proprio per questo vale la pena, anche per i pochi frutteti estensivi rimasti da noi, guardare oltre i confini e lasciarsi ispirare.


L’Iniziativa Baumgart esiste dal 2021 ed è composta da nove partner: Eurac Research, Federazione per la Natura e l’Ambiente, Sortengarten Südtirol, Centro di sperimentazione Laimburg, Bioland Alto Adige, Associazione per la tutela del patrimonio culturale, Ufficio per la natura, Gallo Rosso nel SBB e Museo della mela di Lana.

Foto: Alois Wilfling, referente al workshop © Margot Schwienbacher – Eurac Research  || orkshop frutteti tradizionali - commercializzazione © Fabian Klebl – Eurac Research

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