L’indebolimento del blocco dei posti letto contraddice le strategie provinciali fondamentali
Heimatpflegeverband Südtirol e Federazione Ambientalisti per la tutela della natura e dell’ambiente ritengono che la prevista – anche selettiva – proroga dell’espansione dei posti letto oltre il 2026 rappresenti una grave contraddizione rispetto ai principali documenti strategici della Provincia autonoma di Bolzano, in particolare il Piano clima e la pianificazione territoriale, e invitano la Giunta provinciale a mantenere il blocco dei posti letto quale strumento di regolazione.
Foto: prati Koja 2023 - Hanna Battisti
La normativa sul blocco dei posti letto introdotta nel 2022 mirava a definire un limite massimo alla capacità ricettiva e a porre un freno alla crescita turistica eccessiva. Tuttavia, la capacità ricettiva è aumentata sensibilmente: da circa 235.000 posti letto nel settembre 2022 a quasi 268.000 nel gennaio 2026, con un incremento di circa 33.000 posti letto. «Non si può dunque parlare di un vero blocco dei posti letto. Piuttosto si è trattato di un “blocco graduale”», sottolineano le due associazioni ambientaliste. «Finora il blocco annunciato ha addirittura incentivato la crescita dei posti letto, producendo l’effetto opposto rispetto agli obiettivi iniziali».
Conflitto con pianificazione territoriale e Piano clima
Secondo le associazioni, l’indebolimento del blocco e la proroga parziale della possibilità di realizzare progetti alberghieri fino al 2031 sarebbero in netto contrasto con due documenti fondamentali della Provincia: la legge provinciale “Territorio e paesaggio”, che sancisce l’uso parsimonioso del suolo, e soprattutto gli obiettivi del Piano clima Alto Adige 2040.
La realizzazione di ulteriori posti letto comporterebbe un aumento del traffico, dei consumi energetici, dell’uso del suolo e delle emissioni di CO₂. Già oggi gli arrivi turistici raggiungono circa nove milioni l’anno e tra il 78 e l’84 % degli ospiti arriva con l’auto privata. Un’ulteriore espansione della capacità ricettiva rafforzerebbe questa dinamica e comprometterebbe gli obiettivi climatici (vedi allegato).
Credibilità della politica climatica a rischio
Le associazioni avvertono inoltre del rischio di perdita di credibilità della politica climatica: mentre alla popolazione vengono richiesti cambiamenti nei comportamenti e stili di vita più sostenibili, nel settore turistico – centrale per l’economia provinciale – verrebbe consentita un’ulteriore espansione. Ciò contraddice gli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica entro il 2040 e privilegia il turismo rispetto alle esigenze della popolazione locale.
Sviluppo moderato invece di allentamento del blocco
Heimatpflegeverband e Federazione Ambientalisti ribadiscono ancora che il blocco dei posti letto non implica immobilismo. Sono possibili sviluppi anche all’interno delle regole esistenti, ad esempio attraverso miglioramenti qualitativi o l’utilizzo di contingenti già disponibili. Le associazioni guardano con preoccupazione al dibattito su comuni strutturalmente deboli o soggetti a spopolamento, nei quali potrebbe essere concessa una proroga: un’interpretazione troppo ampia di tali categorie rischierebbe infatti di svuotare di efficacia il blocco dei posti letto.
La petizione avviata per il mantenimento del blocco ha raccolto circa 10.000 firme in pochi giorni, evidenziando la forte aspettativa sociale verso uno sviluppo turistico equilibrato. «Il blocco dei posti letto non è solo uno strumento di regolazione turistica, ma anche una condizione per il raggiungimento degli obiettivi climatici provinciali. Un suo indebolimento comprometterebbe le indicazioni del Piano clima e renderebbe più difficile il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2040», affermano Heimatpflegeverband e Federazione Ambientalisti.




