Inizio pagina
News & Media
News & Comunicati stampa
Il blocco dei posti letto a rischio
Le associazioni ambientaliste criticano le deroghe per 56 comuni
12 marzo 2026

Il blocco dei posti letto a rischio

Heimatpflegeverband Südtirol e Federazione ambientalisti Alto Adige reagiscono con grande delusione e forte incomprensione alla proposta della Giunta provinciale di classificare 56 comuni come “strutturalmente deboli” e di esentarli così dal blocco dei posti letto turistici. Secondo le associazioni, uno strumento centrale per limitare la crescita delle capacità ricettive verrebbe così sacrificato a interessi particolari, svuotando di fatto il contingentamento dei posti letto.

foto: dettaglio DVN-O.Seehauser
ausschnitt_dvn-o-seehauser.jpg

Solo poche settimane fa esponenti della Giunta provinciale e della SVP avevano indicato cifre nettamente inferiori. Il presidente della SVP Dieter Steger aveva parlato di al massimo 25 comuni per i quali si sarebbe potuta prendere in considerazione una deroga. Anche l’assessore provinciale Luis Walcher aveva inizialmente fatto riferimento a circa una dozzina di comuni.
La lista ora presentata comprende invece 56 comuni – quasi la metà dei 116 comuni altoatesini.
«Se quasi un comune su due viene considerato un’eccezione, allora non si tratta più di un’eccezione», afferma Claudia Plaikner, presidente di Heimatpflegeverband Südtirol. «I criteri sembrano essere stati costruiti in modo da produrre esattamente la lista che si voleva ottenere.»

La “lista dei desideri”
Tra i criteri principali figura ora, tra l’altro, un’intensità turistica inferiore a 500.000 pernottamenti annui per comune (dato riferito al 2025), integrata da fattori demografici come lo spopolamento. Secondo le associazioni ambientaliste, tuttavia, questa definizione porta a un’estensione problematica delle deroghe.
Proprio nei comuni a forte vocazione turistica stanno emergendo sempre più chiaramente anche le conseguenze sociali della crescita del settore: aumento dei prezzi immobiliari, crescente carenza di alloggi e aumento del costo della vita per la popolazione locale – dinamiche che a loro volta possono favorire lo spopolamento.
Nella lista presentata figurano quindi non solo comuni periferici con reali difficoltà strutturali, ma anche località con un turismo già fortemente sviluppato. «Si ha così l’impressione che i criteri non servano tanto a risolvere problemi strutturali reali, quanto piuttosto a rendere possibili determinati progetti», spiega Elisabeth Ladinser, presidente della Federazione ambientalisti Alto Adige.
Un esempio particolarmente evidente è Senales. Il comune è da anni una destinazione turistica consolidata, ma è stato comunque inserito tra i comuni considerati “strutturalmente deboli”. Proprio qui è previsto un villaggio turistico con circa 600 posti letto.
Secondo le associazioni questo caso dimostra chiaramente la logica che sta dietro alla lista delle deroghe: «Non si tratta di uno sviluppo moderato delle strutture esistenti, ma di grandi progetti turistici, resi possibili solo adattando le regole», afferma Plaikner.

Il numero dei posti letto continua a crescere
Le associazioni ricordano inoltre che il blocco dei posti letto negli ultimi anni non ha realmente fermato la crescita della capacità ricettiva. Nel 2022 l’Alto Adige contava circa 235.000 posti letto turistici. Oggi sono già circa 268.000. A questi si aggiungono oltre 7.000 posti letto già autorizzati, oltre a circa 1.000 posti letto previsti da norme speciali.
«Non si può quindi parlare di un vero blocco», afferma Ladinser. «L’argomento secondo cui senza ulteriori deroghe lo sviluppo turistico si fermerebbe è semplicemente infondato.»

Pianificazione territoriale e responsabilità politica
Secondo le associazioni ambientaliste, questa evoluzione evidenzia anche un problema più generale di credibilità della pianificazione territoriale. Mentre per i cittadini e per i piccoli interventi edilizi le norme urbanistiche vengono applicate con coerenza, per i grandi progetti turistici vengono introdotte ripetutamente eccezioni.
«Quando si tratta di grandi progetti turistici, le regole vengono continuamente adattate», critica Plaikner. «Questo mina la fiducia dei cittadini in una pianificazione territoriale equa e coerente.»

Il disegno di legge sarà ora esaminato dalla 2ª Commissione legislativa del Consiglio provinciale, che potrà però esprimere soltanto un parere. La decisione finale spetterà nuovamente alla Giunta provinciale. Le associazioni rivolgono quindi un appello ai responsabili politici affinché riconsiderino criticamente questa scelta, ma anche alla base politica. «Alla fine saranno la SVP e i suoi partner di coalizione a sostenere questa decisione. Ci auguriamo quindi che anche all’interno dei partiti trovino ascolto le voci che chiedono uno sviluppo turistico equilibrato nell’interesse della popolazione», conclude Plaikner.