Conferenza stampa alla Città dei Sassi: “Ciò che è stato distrutto resta irrimediabilmente perduto”
Con una conferenza stampa congiunta direttamente alla Città dei Sassi al Passo Sella, le associazioni ambientaliste e alpinistiche hanno tracciato oggi un bilancio del caso del monumento naturale danneggiato, mettendo in guardia con forza contro qualsiasi minimizzazione degli interventi effettuati. Le rappresentanti e i rappresentanti dell'Heimatpflegeverband Südtirol, del Dachverband für Natur- und Umweltschutz, dell'Alpenverein Südtirol, del CAI Alto Adige, del CAI Bolzano, di Mountain Wilderness e di Nosc Cunfin hanno chiarito sul posto che il ripristino dell'area interessata, già disposto dalla Giunta provinciale all'inizio di marzo, rappresenta un importante successo – ma che il danno arrecato resterà in parte irrimediabile.
da sin. Karlheinz Dejori-Georg Simeoni-Valentine Kostner-Carlo Alberto Zanella-Elisabeth Ladinser-Gianluca Vignoli-Heidi Stuffer - foto: HPV
Al centro della conferenza stampa vi era la questione di come gestire in futuro gli spazi paesaggistici alpini sensibili. La Città dei Sassi non è un semplice paesaggio, bensì un monumento naturale unico, di elevato valore geologico, ecologico e paesaggistico. Proprio per questo il caso assume un valore simbolico ben oltre il Passo Sella.
All'origine della controversia vi sono consistenti modifiche del terreno nell'area della Città dei Sassi nell'ambito di lavori su un collegamento sciistico. Sono stati rimossi blocchi di roccia, modellato il terreno e profondamente alterate strutture paesaggistiche protette. „Quando è stato aperto, il sentiero sciistico attraverso la Città dei Sassi era provvisorio e destinato ad essere chiuso. Invece nel corso dei decenni è stato allargato e livellato. Nel 2023 è stato realizzato un intervento in difformità all'autorizzazione paesaggistica, a causa del quale la provincia ha ordinato il ripristino dei luoghi. È per questo che siamo qui oggi", ha spiegato Gianluca Vignoli di Mountain Wilderness Italia. Già oltre un mese fa la Giunta provinciale aveva disposto il ripristino dell'area interessata e respinto il ricorso presentato contro tale provvedimento.
„La decisione della Giunta provinciale conferma chiaramente che qui si è intervenuti ben oltre le misure autorizzate", hanno dichiarato le organizzazioni coinvolte. Sul posto ciò è stato reso visibile attraverso materiale documentativo, fotografie storiche, cartografie e una ricostruzione simbolica in scala 1:1 di un blocco roccioso rimosso.
Ripristino sì – ma una riparazione completa non è possibile
Le associazioni hanno accolto con favore il fatto che sia stato disposto il ripristino del monumento naturale e che il ricorso sia stato respinto. „Con il rigetto del ricorso della Piz de Sella AG, la Giunta provinciale ha finalmente dimostrato quella responsabilità che deve esercitare per la tutela del nostro paesaggio naturale unico. Purtroppo troppo tardi: qualsiasi intervento avrebbe dovuto essere vietato fin dall'inizio. Un monumento naturale di valore come la Città dei Sassi è stato così in parte irrimediabilmente distrutto", ha sottolineato Elisabeth Ladinser, presidente del Dachverband für Natur- und Umweltschutz.
„Un monumento naturale danneggiato non può semplicemente essere riportato indietro. Ciò che è stato distrutto resta almeno in parte perduto", è stato il messaggio comune delle organizzazioni coinvolte. In febbraio 2025, un team di esperti aveva già presentato all'ufficio competente una proposta di ampliamento del monumento naturale. „È compito e obbligo della politica provinciale agire in modo efficace, rapido e sostenibile per preservare il monumento naturale Città dei Sassi con le sue caratteristiche rocce dolomitiche e la sua sensibile flora e fauna", ha sottolineato Heidi Stuffer, presidente di Nosc Cunfin.
Un caso dal forte valore simbolico
Per le organizzazioni coinvolte, il caso della Città dei Sassi ha un'importanza che va ben oltre il Passo Sella. „A cosa servono i monumenti naturali, che di per sé sono già aree protette designate, se poi sono consentiti interventi irrespettosi e distruttivi? A cosa servono tutte le leggi e le norme se non vengono controllate e applicate?", ha chiesto Georg Simeoni, presidente dell'Alpenverein Südtirol. „Il capitale più grande dell'Alto Adige sono le nostre montagne uniche e la natura. La crescita continua deve cedere il passo a una sempre maggiore conservazione e protezione."
„È ora di cominciare a guardare al turismo, alla natura e alla montagna con occhi rivolti verso un futuro non distruttivo, ma solidale e rispettoso dell'ambiente", ha sottolineato Carlo Alberto Zanella, presidente del CAI Alto Adige.
„Quello che vediamo oggi non è solo il luogo di un intervento in un monumento naturale. È un sintomo del modo in cui trattiamo il nostro paesaggio culturale. Rocce, prati, una delicata flora alpina: cresciuti nel corso di millenni, irreversibilmente alterati in pochi giorni", ha dichiarato Valentine Kostner dell'Heimatpflegeverband Südtirol. „Turismo e natura possono coesistere – ma solo se vengono rispettati confini chiari e applicati con coerenza dalla politica."
Al termine della conferenza stampa, le associazioni hanno rinnovato la richiesta di un ampliamento della zona di tutela attorno alla Città dei Sassi e dell'istituzione di un Parco naturale del Gruppo del Sassolungo. Proprio il caso attuale dimostra quanto sia necessario garantire una protezione giuridicamente vincolante, politicamente voluta e corredata dei necessari meccanismi di controllo per questo paesaggio unico.




