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Progetto alberghiero a Gallenmahd in Val Martello: il territorio naturale sotto pressione – critiche all’ulteriore sviluppo turistico
Comunicato stampa congiunto di Heimatpflegeverband Südtirol, Federazione ambientalisti Alto Adige, Mountain Wilderness, CAI, WWF, LIPU e Legambiente
17 aprile 2026

Progetto alberghiero a Gallenmahd in Val Martello: il territorio naturale sotto pressione – critiche all’ulteriore sviluppo turistico

Le organizzazioni ambientaliste e alpinistiche dell’Alto Adige esprimono forti preoccupazioni in merito al progetto di un nuovo hotel nella zona di sviluppo turistico di Gallenmahd in Val Martello. L’iniziativa rappresenta un esempio emblematico di una dinamica che il CAI Alto Adige, Mountain Wilderness, il WWF, LIPU, Legambiente, la federazione ambientalisti Alto Adige e l’Heimatpflegeverband Südtirol criticano da anni: la continua espansione delle infrastrutture turistiche nonostante il crescente impatto su natura, paesaggio e risorse.

Zona turistica Gallenmahd - Fonte: documentazione del progetto pubblicata
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Progetto alberghiero all’interno del Parco Nazionale
L’hotel previsto a quattro stelle, con una capienza di 140 posti letto, dovrebbe sorgere in un’area naturale altamente sensibile all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, a oltre 1.600 metri di quota e al di fuori degli insediamenti esistenti. Secondo il rapporto ambientale, sono previsti impatti significativi: oltre 6.000 metri quadrati di suolo impermeabilizzato, un aumento del traffico, interferenze con il sistema idrico e la biodiversità, nonché profonde trasformazioni del paesaggio. Particolarmente critica è inoltre il disboscamento previsto di circa sei ettari per la realizzazione di un’opera paravalanghe, necessaria per rendere fattibile il progetto.
«Qui si inserisce un albergo in un paesaggio alpino finora in gran parte intatto – e per di più all’interno di un parco nazionale. Questo contraddice tutti i principi di uno sviluppo territoriale e turistico sostenibile», affermano le associazioni ambientaliste e alpinistiche.

Alto rischio valanghe: necessaria enorme opera protettiva
Particolarmente problematico è il fatto che il progetto si trovi in un’area con un pericolo valanghivo molto elevato. L‘opera paravalanghe necessaria rappresenta di per sé un intervento massiccio sulla natura e sul paesaggio. È quindi ancora più incomprensibile che i lavori di disboscamento necessari siano già iniziati, nonostante questioni centrali relative alla possibilità di approvazione dell’intero progetto siano ancora aperte.
Le associazioni ritengono anche che il progetto sia in contrasto con gli obiettivi dichiarati della politica provinciale. Da anni si annuncia il blocco dei posti letto, mentre allo stesso tempo vengono individuate nuove zone turistiche e promossi progetti in aree sensibili. «Quello che osserviamo non è un caso isolato, ma parte di un problema strutturale: la pressione sul paesaggio continua a crescere, mentre gli strumenti politici di gestione del territorio vengono progressivamente indeboliti», si legge nelle osservazioni presentate al Comune inerenti al processo.

Intero sistema di infrastrutture da realizzare
Oltre agli impatti ambientali, il progetto solleva anche questioni fondamentali di pianificazione territoriale. La struttura prevista richiede la realizzazione ex novo di tutte le infrastrutture – dalla captazione dell’acqua allo smaltimento delle acque reflue fino alla fornitura energetica – in un’area finora non urbanizzata. Allo stesso tempo, in val Martello esistono edifici inutilizzati che potrebbero essere recuperati a fini turistici.

Le organizzazioni ambientaliste e alpinistiche chiedono un cambio di rotta nello sviluppo turistico: meno nuovi grandi progetti in aree incontaminate e più riqualificazione qualitativa dell’esistente. «Proprio all’interno di un parco nazionale dovrebbero valere criteri diversi: qui non si tratta di ulteriore crescita, ma della tutela di un paesaggio naturale e culturale unico.»
Infine, le associazioni rivolgono un appello alle autorità competenti affinché non portino avanti il progetto nella sua forma attuale, interrompano immediatamente i lavori di disboscamento e pongano al centro gli interessi a lungo termine della natura, del paesaggio e della popolazione.

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