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Trovare il coraggio all’indipendenza: il giorno del sovrasfruttamento della terra può indicarci la strada verso un futuro sicuro
29 luglio 2026

Trovare il coraggio all’indipendenza: il giorno del sovrasfruttamento della terra può indicarci la strada verso un futuro sicuro

In occasione dell’Overshoot Day globale - il giorno del sovrasfruttamento della terra - la Federazione Ambientalisti Alto Adige invita a un consapevole utilizzo delle risorse naturali. Una minore dipendenza dalle energie fossili e dai consumi eccessivi garantisce maggiore sicurezza, qualità della vita e sostenibilità futura.

Elenco: Earth-Overshoot-Day-over-time-till-2026-credited with “Global Footprint Network www.overshootday.org”
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Il «giorno del sovrasfruttamento» globale, che quest’anno cade il 30 luglio, ci ricorda che l’umanità ha già esaurito le risorse naturali che la Terra è in grado di rinnovare nell’arco di un anno. Da questo momento in poi, la comunità mondiale vive “a debito”, intaccando il capitale naturale delle generazioni future. Per la Federazione questa ricorrenza non è solo un monito, ma anche un’opportunità. Il cammino verso più sicurezza non passa attraverso un consumo sempre maggiore, bensì attraverso una gestione responsabile di quanto è disponibile.

«L’indipendenza non nasce dal possedere sempre di più, ma dall’essere meno dipendenti. Abitare in edifici efficienti dal punto di vista energetico, l’uso di energie rinnovabili, il consumo di alimenti regionali e aver a disposizione una buona infrastruttura per la mobilità ciclistica e pedonale rendono la nostra vita più sicura e rafforzano la nostra società», sottolinea Elisabeth Ladinser, presidente della Federazione Ambientalisti.

Questo vale anche per l’Alto Adige. Lo sviluppo delle energie rinnovabili, la riqualificazione del patrimonio edilizio, le comunità energetiche, la mobilità sostenibile e la tutela dell’acqua, del suolo e della biodiversità sono elementi fondamentali per uno sviluppo sostenibile. In particolare, l’elevato consumo di suolo per sempre nuovi progetti stradali ed edilizi va messo in discussione in modo molto critico. L’ «Earth Overshoot Day» evidenzia l’urgenza di agire. Dagli inizi dello sfruttamento ecologico globale negli anni ’70, l’aggravio ecologico globale continua a crescere. La crisi climatica, la perdita di specie e la crescente pressione sugli habitat naturali sono conseguenze dirette di questo approccio non sostenibile alle nostre risorse vitali.

Tuttavia, in tutto il mondo e anche in Alto Adige, esistono numerosi progetti che dimostrano che il cambiamento è possibile. Come ad esempio il progetto “Refill”, un’iniziativa che mira alla riduzione dell’uso della plastica e che da anni è portata avanti dalla Federazione. Altri esempi di progetti simili sono disponibili all’indirizzo www.klimaland.bz/

“Non abbiamo bisogno di sempre di più, ma dobbiamo imparare a utilizzare in modo appropriato ciò che già abbiamo. Una vita di alta qualità non deriva dal consumo massimo, ma dalla sicurezza, da una comunità unita e dalla salvaguardia delle nostre risorse naturali», afferma Roland Plank, esperto di protezione del clima presso la Federazione Ambientalisti.

Il «Earth Overshoot Day» rappresenta quindi un chiaro richiamo sia alla politica che alla società.
Sostenibilità significa prendere oggi le decisioni giuste, affinché anche le generazioni future possano godere delle ricchezze del nostro paesaggio e della nostra società.

Altri comunicati stampa

Alla panoramica
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15/06/2026

Al lavoro per la biodiversità nei nostri paesi: parte il progetto transfrontaliero NatUrA in Alto Adige, Carinzia e Tirolo

Si è tenuto l’11 e 12 giugno a Bolzano, nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, il kick-off meeting del progetto Interreg Italia-Austria NatUrA – Nature in Urban Areas; coordinato dalla Federazione Ambientalisti Alto Adige e realizzato insieme a un’ampio partenariato transfrontaliero – Ökoinstitut Alto Adige, Piattaforma per il rurale e Centro Convegni dell’Abbazia di Novacella in Alto Adige, Città di Villach e Associazione Parco Naturale di Dobratsch in Carinzia, Università di Innsbruck in Tirolo. 

Da sin. Matthias Zingerle (Comune di Bolzano), Daniel Tröger (Ökoinstitut Alto Adige), Peter Rier (Lia Collective), Kathrin Plunger (Centro di Sperimentazione Laimburg), Eva Ladurner (Heimatpflegeverein Marlengo), Paolo Viskanic (R3GIS), Oriana Sturiale (Centro Convegni Abbazia di Novacella), Lukas Neuwirth (Centro Convegni Abbazia di Novacella), Peter Laner (Eurac Research), André Mallosek (Piattaforma per il rurale), Günther Wisthaler (Comune di Villabassa), Alexander Gogl (Università di Innsbruck), Carmen Dietinger (Città di Villach), Viola Ducati (Federazione Ambientalisti Alto Adige), Sonja Abrate (Ökoinstitut Alto Adige), Birgit Pichorner (Associazione Parco Naturale di Dobratsch), Ines Schäfer (Associazione Parco Naturale di Dobratsch), Andreas Flora (Università di Innsbruck), Wolfgang Faller (Città di Villach), Anna Höllerer (Fachhochschule Kärnten), Hanspeter Staffler (Federazione Ambientalisti Alto Adige) - foto: Federazione