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Non tutti i calabroni sono uguali
14 luglio 2026

Non tutti i calabroni sono uguali

Contrariamente all’opinione comune, i nostri calabroni autoctoni sono animali molto utili e pacifici, inclini alla fuga. Inoltre, sono dei veri e propri stacanovisti e mantengono l’equilibrio dell’ecosistema nutrendosi di parassiti e tenendoli così sotto controllo. La Federazione Ambientalisti e il Naturschutzbund Österreich fanno chiarezza sul vero valore di questi grandi insetti e mettono in guardia dalle specie invasive problematiche. 

foto: calabrone – © Johanna Steinberger
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Cosa c’è da sapere sui più grandi imenotteri autoctoni

I nostri calabroni europei autoctoni mantengono l’equilibrio dell’ecosistema riducendo notevolmente la presenza di parassiti nei giardini o nei campi. A differenza di altri imenotteri, non sono attratti da cibi dolci o carnosi, quindi non disturbano né durante i picnic né durante le grigliate. I calabroni adulti si nutrono di nettare, frutta caduta e vari succhi vegetali, che raggiungono rosicchiando i rami e attraverso le ferite degli alberi. Nello stadio larvale, tuttavia, i calabroni sono esclusivamente insettivori. Le operaie portano così ogni giorno nel nido fino a 500 grammi di insetti. «Se si hanno calabroni in giardino, di solito ci sono meno vespe, mosche, coleotteri e parassiti», afferma la dottoressa Carolina Trcka-Rojas, esperta di calabroni del Naturschutzbund Österreich.

Ai calabroni piacciono le persone
È sorprendente anche il fatto che, secondo alcuni studi, i calabroni siano in grado di riconoscere i volti umani e possano, in un certo senso, “fare amicizia” con le persone. Infatti, in presenza di persone che già conoscono, sembrano reagire in modo ancora più rilassato di quanto non farebbero comunque. Se però ci si avvicina troppo ai loro nidi, la prima reazione consiste in sporadici attacchi simulati. «Basta fare un passo indietro e i calabroni tornano alle loro attività», spiega per esperienza diretta Hanspeter Staffler, direttore della Federazione.

Temuti a torto
I calabroni europei sono in sostanza animali pacifici. Quando si sentono minacciati, tendono a fuggire piuttosto che ad attaccare. Se capita comunque di essere punti, di norma non c’è motivo di preoccuparsi: i calabroni, come le api e le vespe, hanno un pungiglione velenoso che utilizzano solitamente per paralizzare e uccidere la preda. Per noi esseri umani, una puntura di calabrone non è né più dolorosa né più pericolosa di una puntura di vespa o di ape. È necessario prestare attenzione solo in caso di allergie al veleno di calabrone. È importante sottolineare che se si è allergici alle punture di vespa e/o di ape, ciò non comporta automaticamente un’allergia alle punture di calabrone, poiché i veleni contengono sostanze diverse. Si raccomanda quindi di sottoporsi a test specifici per le singole sostanze tossiche.

Cosa fare in caso di nidi di calabroni?
I calabroni europei non costruiscono mai il proprio nido due volte nello stesso punto. Se quindi in un determinato anno un nido di calabroni si trova in un «punto scomodo», si può presumere che questi grandi insetti non vi torneranno l’anno successivo. Se tuttavia un nido di calabroni dovesse risultare fastidioso – a causa di un’allergia o della vicinanza agli ambienti abitativi – dovrebbe essere rimosso in modo professionale e nel rispetto della specie. Per consigli su chi contattare in merito, è possibile rivolgersi alla Federazione Ambientalisti.

Specie di calabroni invasive 
Attualmente il calabrone asiatico invasivo sta iniziando a diffondersi in Europa. Nei confronti dell’uomo, il calabrone asiatico non è più aggressivo delle vespe o delle api autoctone, a condizione che ci si tenga lontani dai nidi. Tuttavia, rappresenta un grave pericolo per le nostre api selvatiche autoctone e per le api mellifere, poiché le utilizza come fonte di cibo per l’allevamento delle proprie larve di calabrone. Anche il calabrone gigante asiatico ha raggiunto l’Europa.
Se non vengono adottate tempestivamente misure adeguate a rallentare almeno la diffusione di questa specie invasiva, a farne le spese saranno soprattutto le nostre api selvatiche e mellifere. Ma anche i nostri calabroni autoctoni dovranno fare i conti con una crescente concorrenza e con il rischio di essere soppiantati.

foto: nido Calabroni intorno alla casetta per uccelli – © Hanspeter Staffler