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LETTERA APERTA Progetto alberghiero “Gallenmahd” – Invito a non approvare il piano di attuazione (punto 7) e la proroga dei diritti letto (punto 8)
24 giugno 2026

LETTERA APERTA Progetto alberghiero “Gallenmahd” – Invito a non approvare il piano di attuazione (punto 7) e la proroga dei diritti letto (punto 8)

Egregio Signor Sindaco, Gentili Consigliere e Gentili Consiglieri comunali,
la Val Martello ha scelto la strada del turismo dolce e promuove la bellezza di una valle ancora in gran parte incontaminata. Proprio questo patrimonio rischia di essere compromesso dal previsto ho-tel a quattro stelle con fino a 140 posti letto a quota 1.665 metri, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.

Foto: HPV
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Vi chiediamo pertanto di non approvare, nella prossima seduta del Consiglio comunale, il piano di at-tuazione (punto 7 dell’ordine del giorno) e la proroga dei cosiddetti “diritti letto” da quattro a nove anni (punto 8).
Di seguito le nostre principali motivazioni.
1. Una cattedrale nel deserto – consumo di suolo e paesaggio
Su una radura finora inedificata all’interno del Parco Nazionale dovrebbe sorgere un grande edificio isolato: 15.650 m³ di volume edilizio, fino a 6.191 m² di nuove superfici impermeabilizzate e bosco da disboscare per la realizzazione del vallo di protezione.
Lo stesso Rapporto ambientale parla di “impatti significativi” sul paesaggio e sull’ambiente naturale. Ciò è in contrasto con il Piano Clima Alto Adige 2040 (obiettivo di consumo netto di suolo pari a zero entro il 2040) e con la Legge provinciale 9/2018. In un parco nazionale devono valere criteri più rigo-rosi, non più permissivi.
2. Investitori, gestori e personale dall’esterno – la fine delle imprese familiari
I grandi progetti esercitano una forte pressione sulle strutture ricettive a conduzione familiare, sia sul fronte del personale sia su quello dei prezzi e degli investimenti.
Quando proprietà, gestione e forza lavoro provengono dall’esterno, alla popolazione locale resta ben poco: essa sopporta gli effetti negativi sul traffico, sull’abitazione e sul paesaggio senza trarne reali benefici.
La Val Martello ha bisogno di uno sviluppo di piccola scala, radicato nel territorio e capace di gene-rare un effettivo valore aggiunto locale.
3. Esistono già edifici vuoti – prima il recupero, poi il nuovo consumo di suolo
Nella valle esistono già strutture turistiche inutilizzate, prima fra tutte lo Sporthotel “Paradiso”, edifi-cio di rilevanza architettonica e situato in una zona priva di pericoli naturali.
La Legge provinciale 9/2018 (art. 17) consente il consumo di suolo al di fuori delle aree insediabili sol-tanto quando non esistano alternative ragionevoli attraverso il recupero o il riutilizzo dell’esistente.
Una seria valutazione delle alternative non è stata effettuata.
Una valle non può tollerare contemporaneamente decenni di abbandono di edifici esistenti e giustifi-care la costruzione di nuovi alberghi in contesti paesaggistici particolarmente sensibili.
4. Costruire in una zona di pericolo – un vallo di protezione come presupposto
L’area interessata ricade prevalentemente nella zona rossa di pericolo valanghivo (H4), mentre il margine settentrionale si trova in una zona H3 soggetta a movimenti di massa.
Per poter costruire l’albergo è necessario realizzare preventivamente un vallo di protezione lungo 150 metri e alto 12 metri.
Si tratta di un approccio profondamente sbagliato: si crea una situazione di rischio e successivamente si costruisce un’enorme opera per cercare di controllarla.
Il DPP 23/2019 (art. 2) vieta interventi che aumentino il potenziale di danno derivante da eventi naturali.Il fatto che i lavori di disboscamento siano già iniziati, nonostante l’effettiva autorizzabilità del pro-getto sia ancora incerta, è inaccettabile.
5. Gli alberghi consumano enormi quantità d’acqua – un rischio per l’approvvigionamento idrico
La Val Martello soffre sempre più frequentemente di scarsità idrica e il Comune invita regolarmente la popolazione al risparmio dell’acqua.
Un resort alberghiero consuma mediamente tra 300 e 500 litri d’acqua per ospite e per notte, circa il doppio rispetto ai consumi pro capite della popolazione residente.
Le acque reflue depurate da un piccolo impianto di depurazione (240 A.E.) dovrebbero essere scari-cate nel torrente Plima, che in questo tratto dispone di una portata residua ridotta a causa della cen-trale idroelettrica del Lago di Gioveretto.
Ogni nuovo grande albergo rappresenta quindi un ulteriore rischio per un sistema di approvvigiona-mento idrico già oggi sotto pressione, sia per la popolazione sia per l’agricoltura.
Vi chiediamo pertanto di:
1. non approvare il piano di attuazione “Gallenmahd” (punto 7) e la proroga dei diritti letto (punto 8);
2. disporre l’immediata sospensione dei lavori di disboscamento e di tutte le opere preparato-rie già avviate;
3. procedere a una nuova valutazione, libera da pregiudizi, di questa ormai superata zona di svi-luppo turistico e orientare lo sviluppo della Val Martello verso il recupero del patrimonio esi-stente, il riutilizzo degli edifici vuoti, il turismo naturalistico e la mobilità sostenibile.
Vi chiediamo espressamente di leggere questa lettera aperta durante la discussione dei punti 7 e 8 dell’ordine del giorno del Consiglio comunale, affinché le nostre argomentazioni possano essere tenute in considerazione nel processo decisionale.
Non siamo contrari al turismo, ma a uno sviluppo che finisce per distruggere le proprie stesse basi.
La vera domanda non è se sia possibile costruire a Gallenmahd, ma se sia opportuno farlo.
Restiamo a disposizione in qualsiasi momento per un confronto.
Cordiali saluti,
Claudia Plaikner, Presidente dell’Heimatpflegeverband Südtirol
Elisabeth Ladinser, Presidente della federazione ambientalisti alto adige
Josef Gruber, Presidente dell‘Umweltschutzgruppe Vinschgau

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