Nuova legge sull'uso di pesticidi
La settimana scorsa il Consiglio Provinciale senza clamore ha approvato la legge n. 51/25 intitolata “Disposizioni in materia di protezione delle piante”. La vigente legge provinciale n. 8/2016 in materia è stata abrogata.
Foto: Archivio Federazione
La Federazione Ambientalisti Alto Adige considera questa legge come l'ultima mossa dell'assessore Luis Walcher per impedire qualsiasi forma di partecipazione e iniziativa da parte dei cittadini in materia di impiego e utilizzo dei pesticidi. “Non ci può essere un secondo ‘miracolo di Malles’!”, così Peter Gasser, vicepresidente della Federazione, esprime la sua delusione per il contenuto limitato della legge. Il progetto di Malles aveva scosso troppo le fondamenta dell'agricoltura convenzionale. Ricordiamo che il comune di Malles aveva avviato, tramite un referendum popolare, il percorso per diventare un comune “libero da pesticidi”. “Si evidenzia inoltre che la legge parla esclusivamente di ”prodotti fitosanitari“, minimizzando così il termine ‘pesticidi’, che è più appropriato e che suscita maggiore attenzione da parte dell'opinione pubblica”, afferma Gasser.
Secondo la nuova legge, la Giunta Provinciale – di fatto l'Unione degli agricoltori – con l’istituzione del Servizio fitosanitario provinciale è l'autorità suprema e l’unico responsabile in materia di protezione delle piante. Ai comuni è stata tolta ogni possibilità di emanare regolamenti sul proprio territorio in materia di utilizzo di pesticidi e in ordine di deriva durante l'irrorazione. A loro è stato assegnato il solo - sgradito e oneroso - compito di infliggere e riscuotere eventuali sanzioni amministrative. “Dov'è finito l'impegno del Presidente della Provincia a favore della tutela della natura e dell'ambiente?”, chiede Elisabeth Ladinser, presidente della Federazione. Sarebbe stata l’occasione per emanare una normativa più approfondita, più decisa. I problemi della deriva e dell'uso di prodotti fitosanitari sono bensì regolati da una direttiva UE e dal Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, direttamente applicabili in Alto Adige. Tuttavia, in Alto Adige abbiamo un'agricoltura molto frammentata, che in alcuni casi arriva fino nei centri abitati e spesso confina con parchi giochi, cortili scolastici e case di riposo. La deriva durante l'irrorazione può quindi diventare molto problematica. Nella nuova legge emanata sarebbe stato auspicabile un chiaro riferimento a questo aspetto. Lo stesso vale per la mancata possibilità che i comuni possano stabilire autonomamente regolamenti e disposizioni in materia, secondo le loro locali realtà. Soprattutto, sarebbe un messaggio che ai nostri rappresentanti politici la salute dei loro cittadini sta a cuore anche in questo ambito. La notizia, contemporaneamente diffusa, secondo cui l'agricoltura biologica in Alto Adige continuerà ad essere potenziata, cosa molto lodevole, non migliora affatto questa pecca.




