Freitag, 03. Dezember 2021 11:33

PM - Klimaschutz muss Chefsache sein | La protezione del clima deve essere una priorità assoluta!

Südtirols Umweltverbände haben sich heute, 3. Dezember, in einer Videokonferenz auf Einladung von Landeshauptmann Arno Kompatscher und Landesrat Giuliano Vettorato zum Klimaplan ausgetauscht. Die Forderung: Klimaschutz muss zur Chefsache werden.

(ital. testo sottostante)

„Die Aufgabe der Politik ist es jene Rahmenbedingungen zu schaffen, damit Südtirol bereits im nächsten Jahrzehnt nur mehr so viel klimaschädliches CO2 ausstößt, wie die Natur selbst noch aufnehmen kann“, so Klaus-Peter Dissinger, Präsident des Dachverbandes für Natur- und Umweltschutz. Klimaschutz sei die größte Herausforderung der Gesellschaft. Schließlich garantiere nur das in Paris 2015 vereinbarte Ziel, die Erderwärmung auf 1,5 Grad zu begrenzen, die Attraktivität und die Qualität des Lebens- und Wirtschaftsraums Südtirol. „Als Anwälte und Sprecher der Umwelt unterstützen wir die Landesregierung, will sie tatsächlich einen Klimaplan vorlegen, der auch den Erfordernissen entspricht“, so Dissinger, der sich auch im Namen aller für den konstruktiven Austausch mit dem Landeshauptmann bedankt. Die über 40 Teilnehmenden haben Kompatscher und Vettorato drei zentrale Forderungen vorgelegt.

„Wir fordern einen Klimacheck bestehender und neuer klimarelevanter Gesetze, Verordnungen und Projekte. Jede Maßnahme des Landes, der Bezirksgemeinschaften und der Gemeinden muss ein Beitrag zur Klimaneutralität von Südtirol sein. Nur so haben die jungen Menschen von heute und die Kinder von morgen dieselben Chancen“, so Majda Brecelj von Fridays for Future und David Hofmann von Regala Zukunft. Alle 116 Gemeinden müssen ein Gemeindeentwicklungsprogramm erarbeiten. Gerade diese Strategien und neuen Bauleitpläne sind ganz grundsätzliche Bausteine für ein klimaneutrales Südtirol.

„Die Landesregierung hat es in der Hand, über Förderungen und Subventionen dem Klimaschutz die dringend benötigte Schlagkraft zu geben. Ausschließlich Projekte, die deutlich den CO2-Ausstoß senken, dürfen mit öffentlichen Geldern unterstützt werden“, so Georg Simeoni vom AVS und Carlo Alberto Zanella vom CAI. Schließlich gehe es beim Klimaschutz auch um die soziale Nachhaltigkeit. So kommt der massive Ausbau des öffentlichen Verkehrs – anstelle von Projekten für den Massentourismus, die die Landschaft verschandeln – vor allem jenen Menschen zugute, die mit einem geringen Einkommen auskommen müssen und für die absehbare Entwicklungen, wie höhere Energiepreise, noch einschneidender sein werden.

„Damit Südtirol nicht nur auf dem Papier Klimaland ist, muss der Klimaschutz zur Chefsache werden. Das bedeutet auch, dass beim Land eine einzige mit Kompetenz und Ressourcen ausgestattete Stelle eingerichtet werden muss, die alle Aktivitäten landesweit koordiniert“, so Claudia Plaikner vom Heimatpflegeverband und Thomas Egger vom Klimaclub. Die Stadt Kopenhagen mit ähnlich vielen Einwohner:innen wie Südtirol beschäftige zum Beispiel ein Dutzend Personen und verfüge über eine halbe Million Euro an Budget, um die Klimaziele umzusetzen. Zudem müsse es ein regelmäßiges und unabhängiges Monitoring geben, damit Südtirol weiß, ob es auf dem richtigen Weg ist und Maßnahmen zeitnah nachgebessert werden können.  

Als grundsätzlich positiv bewerten die Umweltvereine den Vorschlag des Landeshauptmanns, eine Kommission einzurichten, die alle Anregungen, Verbesserungsvorschläge und Konflikte mit anderen Umweltzielen prüft und anschließend der Öffentlichkeit einen Bericht vorlegt. „Klimaschutz macht einen Umbau der Gesellschaft unerlässlich, was in der Zusammensetzung der Kommission berücksichtigt werden muss”, so Kris Krois vom Zukunftspakt und Markus Heiss vom Fischereiverband. Auch müsse eine solche Kommission Südtirol langfristig begleiten, Kontinuität und Unabhängigkeit gewährleisten.

Die Umweltverbände rufen schließlich in der gemeinsamen Medienmitteilung besonders all jene auf, denen eine nachhaltige Entwicklung Südtirols am Herzen liegt, ihr Feedback zum Klimaplan noch innerhalb dieses Jahres auf der vom Land eingerichteten Seite abzugeben:  https://www.klimaland.bz/klimaplan-energie-suedtirol-2050/

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La protezione del clima deve essere una priorità assoluta!
 
Le associazioni ambientaliste dell'Alto Adige/Südtirol hanno partecipato oggi, 3 dicembre, ad una videoconferenza su invito del Presidente della Provincia Autonoma?Arno Kompatscher e dell'Assessore Provinciale all'Ambiente e all'Energia Giuliano Vettorato per discutere del Piano Clima Energia - Alto Adige 2050. La richiesta: la protezione del clima deve diventare una priorità assoluta.
 
"Il compito della politica è quello di creare le condizioni necessarie affinché l'Alto Adige dal prossimo decennio in poi emetta solo la quantità di CO2 dannosa per il clima che la natura stessa può ancora assorbire", dice Klaus-Peter Dissinger, presidente dell'associazione Dachverband für Natur- und Umweltschutz. La protezione del clima è la sfida più grande che la società deve affrontare. Dopo tutto, solo l'obiettivo concordato a Parigi nel 2015 di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi garantisce il fascino e la qualità dell'Alto Adige come luogo per vivere e come spazio economico. "Come difensori e portavoce dell'ambiente sosteniamo la Giunta Provinciale, se davvero vuole presentare un piano per il clima che soddisfi anche i requisiti preposti", ha detto Dissinger. A nome di tutti i 40 partecipanti ha ringraziato anche il presidente per lo scambio costruttivo. Le associazioni hanno presentato a Kompatscher e Vettorato tre richieste centrali:
 
"Chiediamo una verifica completa di tutte le leggi, le ordinanze e i progetti esistenti e nuovi. Ogni misura presa dalla provincia, dalle comunità distrettuali e dai comuni deve essere un contributo alla neutralità climatica dell'Alto Adige. Solo così i giovani di oggi e i bambini di domani avranno le stesse opportunità", dicono Majda Brecelj di Fridays For Future e David Hofmann di Regala Zukunft. Tutti i 116 comuni devono elaborare un programma di sviluppo comunale. Queste strategie e i nuovi piani urbanistici sono elementi fondamentali per la neutralità climatica in Alto Adige.  
 
“Spetta al governo provinciale dare alla protezione del clima il peso necessario attraverso sovvenzioni e sussidi. Solo i progetti che riducono significativamente le emissioni di CO2 possono essere sostenuti con fondi pubblici”, hanno affermato Georg Simeoni dell'AVS e Carlo Alberto Zanella del CAI. Dopotutto, si tratta anche di sostenibilità sociale. La massiccia espansione del trasporto pubblico – invece di progetti di turismo di massa che deturpano il paesaggio – avvantaggia coloro che devono vivere con un basso reddito e per i quali gli sviluppi prevedibili, come l'aumento dei prezzi dell'energia, saranno ancora più drastici.
 
"Affinché l'Alto Adige non sia solo "KlimaLand" sulla carta, la protezione del clima deve diventare una priorità assoluta. Questo significa anche che esige la necessità di creare un unico ufficio in Provincia con competenza e risorse, che coordini tutte le attività a livello provinciale", dicono Claudia Plaikner del Heimatpflegeverband e Thomas Egger del Klima Club. La città di Copenaghen, ad esempio, con un numero di abitanti simile a quello dell'Alto Adige, impiega una dozzina di persone e ha un budget di mezzo milione di euro per attuare gli obiettivi climatici. Inoltre, ci deve essere un monitoraggio regolare e indipendente in modo che l'Alto Adige sappia se è sulla strada giusta e le misure possano, in altro caso, essere migliorate rapidamente.  
 
Le associazioni ambientaliste considerano positiva la proposta del Presidente della Provincia Autonoma di istituire una commissione che esamini tutti i suggerimenti, le proposte di miglioramento e i conflitti con altri obiettivi ambientali da presentare successivamente con un rapporto al pubblico. "La protezione del clima rende indispensabile un cambiamento fondamentale della società, che deve essere preso in considerazione nella composizione della commissione", hanno detto Kris Krois del Patto per il Futuro e Markus Heiss dell’Unione Pesca Alto Adige. Dicono anche che una tale commissione deve accompagnare l'Alto Adige a lungo termine e garantire continuità e indipendenza.   
 
Infine, nel comunicato stampa congiunto, le associazioni ambientaliste invitano tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo sostenibile dell'Alto Adige a dare il loro feedback sul Piano Clima Energia - Alto Adige 2050 entro la fine dell'anno sulla pagina predisposta dalla provincia: https://www.klimaland.bz/it/piano-clima-energia-alto-adige-2050/

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