Mittwoch, 01. Juni 2022 10:27

HPV+DVN - PM Wo sind Südtirols Klima-Helden? | CS Dove sono gli eroi della tutela del clima?

Gemeinsame Medienmitteilung von Dachverband für Natur- und Umweltschutz und Heimatpflegeverband Südtirol

Wo sind Südtirols Klima-Helden?

Südtirols Umweltorganisationen bewerten das Feilschen zwischen Rat der Gemeinden und Landesregierung um Hotelbetten angesichts der Energie- und Klimakrise als fahrlässig. Anstatt gemeinsam den bedeutenden Wirtschaftssektor Tourismus fit für die Zukunft zu machen, werden die Entscheidungen für ein lebenswertes Land und einen sozial-ökologischen Tourismus auf den Nimmerleinstag verschoben. (testo ital sottostante)

Der Dachverband für Natur- und Umweltschutz und der Heimatpflegeverband Südtirol fordern von der Landesregierung und dem Rat der Gemeinden, das Feilschen um Betten und noch mehr Kapazität im Tourismus endlich zu beenden. Da ist zum einen die Forderung an die Landesregierung, weitere 7.000 Betten zu den bereits bestehenden bzw. genehmigten 250.000 Betten realisieren zu wollen. Diese 7.000 Betten sollten zwar in zehn Jahren wieder „zurückgebaut“ werden. Den Entscheidungsträger*innen der Zukunft wird damit aber eine unnötige und schwere Bürde aufgetragen. Da ist zum anderen die Forderung nach Durchführungsbestimmungen, die allesamt ausschließlich die Verteilung der Betten betreffen. Als fahrlässig bewerten die Umweltverbände diese Forderungen des Rats der Gemeinden und fordern die Landesregierung ein weiteres Mal auf, mutig zu sein und endlich zu handeln. Jetzt muss der Klimaschutz und Ressourcenverbrauch ernst genommen werden – nicht erst in der nächsten Amtsperiode. Der Dachverband für Natur- und Umweltschutz und der Heimatpflegeverband Südtirol fordern:

(1) Der Tourismus Südtirols muss endlich ressourcen- und landschaftsschonend gestaltet werden, denn bereits heute befinden sich mehr als 50 Prozent der Betten außerhalb des Siedlungsgebiets. Tendenz steigend. Die Landesregierung muss verbindliche Kriterien, Indikatoren und ein Monitoring für die Landschafts- und Ressourcenverträglichkeit des Tourismus in einer Durchführungsverordnung festschreiben. So sprengt zum Beispiel der Wasserverbrauch oft jede Vorstellung, nicht nur in Tourismushochburgen wie Kastelruth oder Hafling generiert Tourismus akuten Wassermangel. Wie soll eine Bürgermeister*in den Bewohner*innen ihrer Gemeinde vermitteln, dass das Bewässern des Gartens eingeschränkt werden muss, wenn gleichzeitig Hotels mit Malediven-Feeling und einem eigenen Swimmingpool für jede Suite werben?

(2) Der Tourismus in Südtirol ist laut einer Studie der EURAC für ca. 18 Prozent der CO2-Emissionen verantwortlich. Die Emissionen pro Gast sind bei weitem zu hoch. Mit einem weiter wie bisher schaffen weder die einzelnen Gemeinden noch das Land Südtirol die eigenen Klimaziele. Die Umweltverbände fordern daher eine verpflichtende und systematische Klimazertifizierung für jedes Hotel ein, sei es bei Neubau, sei es bei größeren Umbauarbeiten des Betriebs. Die Klimahaus Agentur führt seit kurzem solche Zertifizierungen durch. Zurzeit sind gerade einmal 15 Hotels zertifiziert und weitere 15 Hotels befinden sich gerade in der Phase der Bewertung und Prüfung. Es braucht daher dringend eine Durchführungsverordnung zum Klimaschutz im Tourismus.

(3) Die Mehrheit der Gäste kommt mit dem eigenen PKW nach Südtirol. Die Umweltverbände fordern daher, den öffentlichen Verkehr massiv auszubauen. Die Anreisen mit Bus und Bahn müssen innerhalb 2030 von heute 10 Prozent auf 20 Prozent steigen. Damit wird das Klima geschont, vor allem aber werden die Menschen entlang der Autobahn, Schnellstraße und Durchzugsstraßen entlastet. Die Debatte um die Zukunft des Tourismus in Südtirol muss gemeinsam mit dem Wie einer raschen Mobilitätswende geführt werden.

Die Umweltverbände fordern die Landesregierung und den Rat der Gemeinden auf, nicht als Sprachrohr der Partikularinteressen zu handeln, sondern für ein enkeltaugliches Südtirol zu arbeiten. Südtirol braucht jetzt mehr denn je Klima-Helden.

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Comunicato stampa della Federazione Protezionisti Sudtirolesi e del Heimatpflegeverband Südtirol

Dove sono gli eroi della tutela del clima?

Le organizzazioni ambientaliste altoatesine considerano azzardata la contrattazione tra il Consiglio dei Comuni e la Giunta provinciale in merito ai posti letti d'albergo alla luce della crisi energetica e climatica. Anziché collaborare per rendere un importante settore economico come quello del turismo pronto alle sfide del futuro, le decisioni per mantenere la nostra provincia vivibile e mirata ad un turismo socio-ecologico vengono continuamente rimandate.

La Federazione Protezionisti/Dachverband assieme a Heimatpflegeverband esortano la Giunta provinciale e il Consiglio dei Comuni a porre finalmente fine alla diatriba sul numero dei posti letto e all'aumento delle capacità turistiche. Da un lato vi è la richiesta alla Giunta Provinciale di aggiungere altri 7.000 posti letto ai 250.000 già esistenti o approvati, che in teoria verranno nuovamente "smantellati" tra dieci anni comportando un inutile e ingiustificato aggravio per chi ne sarà allora responsabile. Dall'altro lato si trova la richiesta di regolamenti attuativi che riguardano esclusivamente la distribuzione dei posti letto. Le associazioni ambientaliste considerano queste richieste del Consiglio dei Comuni una mossa svantaggiosa e azzardata e chiedono alla Giunta Provinciale di mostrare ancora una volta il proprio coraggio. Temi come protezione del clima e il consumo di risorse devono essere affrontati seriamente ora, non nel prossimo mandato. Dachverband e Heimatpflegeverband chiedono i seguenti punti:

(1) Il turismo altoatesino deve finalmente essere concepito in modo da preservare le risorse e il paesaggio, in quanto già oggi oltre il 50% dei posti letto si trova al di fuori dei centri abitati. E la tendenza è in aumento. Il governo provinciale deve stabilire in una norma di attuazione criteri, indicatori e monitoraggi vincolanti per il settore turistico in merito a compatibilità paesaggistica e delle risorse. Il consumo di acqua, ad esempio, va spesso oltre ogni immaginazione; il turismo genera gravi carenze idriche non solo nelle roccaforti del turismo come Castelrotto o Avelengo. Come può un sindaco chiedere ai residenti del suo comune che riducano l'irrigazione del giardino mentre gli hotel si pubblicizzano con un'atmosfera da Maldive e una piscina privata per ogni suite?

(2) Secondo uno studio dell'EURAC, il turismo in Alto Adige è responsabile di circa il 18% delle emissioni di CO2. Le emissioni per ospite sono troppo elevate. Continuando così, né i singoli comuni né la Provincia di Bolzano saranno in grado di raggiungere i loro obiettivi climatici. Le associazioni ambientaliste chiedono quindi una certificazione climatica obbligatoria e sistematica per ogni hotel, sia che si tratti di una nuova costruzione che di una ristrutturazione della struttura. Da qualche tempo l'Agenzia CasaClima rilascia tali certificazioni e attualmente solo 15 hotel sono certificati e altri 15 sono in fase di valutazione. È quindi urgente la necessità di un regolamento attuativo in merito alla tutela del clima nel settore turistico.

(3) La maggior parte degli ospiti arriva in Alto Adige in auto. Le associazioni ambientaliste chiedono un massiccio potenziamento del trasporto pubblico. I viaggi in autobus e in treno devono passare dal 10% di oggi al 20% entro il 2030. Questo proteggerà il clima, ma soprattutto darà sollievo alle persone che vivono lungo le autostrade, le superstrade e le strade di passaggio. Il dibattito sul futuro del turismo in Alto Adige deve essere condotto insieme alle modalità di una rapida svolta della mobilità.

Le associazioni ambientaliste invitano la Giunta provinciale e il Consiglio dei Comuni a non farsi portavoce degli interessi dei singoli, ma a lavorare assieme per un Alto Adige pronto al futuro e rispettoso delle prossime generazioni. L'Alto Adige ha bisogno di eroi per la tutela del clima, ora più che mai.

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