Freitag, 21. Oktober 2022 09:10

DVN - PM Landesregierung, rette die Artenvielfalt! | CS Giunta provinciale, salva la biodiversità!

Presseaussendung vom Dachverband für Natur- und Umweltschutz

Landesregierung, rette die Artenvielfalt!

Die Gemeinde Bozen stimmt für die Umnutzung eines Stücks nahezu unberührte Natur in Weinacker – trotz mehrerer negativer Fachgutachten, einschließlich jenes des Dachverbands für Natur- und Umweltschutz. Jetzt liegt der Ball beim Landeshauptmann und seinem Regierungsteam. Der Dachverband appelliert daher an die Landesregierung, sich gegen die Gemeinde Bozen und für die Artenvielfalt zu entscheiden. (testo ital. sottostante)

Im Frühsommer 2019 haben der Landeshauptmann Arno Kompatscher, der Landwirtschaftslandesrat Arnold Schuler sowie die zuständige Landesrätin für Landschaftsschutz Maria Hochgruber Kuenzer in einer gemeinsamen Pressekonferenz angekündigt, dass das Land Südtirol weiterhin und künftig noch stärker auf das Thema Artenvielfalt setzen werde. „Südtirol dürfe und wolle nicht nur für einen Slogan das Land der Artenvielfalt sein, sondern dies müsse langfristig und allumfassend gefestigt werden“, teilte das Landespresseamt mit.

„Wir setzen daher voll und ganz unsere Hoffnung in die Landesregierung, dass sie an der Vision von Südtirol als Land der Artenvielfalt festhalten wird“, so Josef Oberhofer, Präsident von Südtirols größter Umweltorganisation. Die Landesregierung muss jetzt über die von der Gemeinde Bozen angestrebte Umwidmung entscheiden, zumal die Fachkommission des Landes – der unter anderem die Forstbehörde und der Landschaftsschutz angehört – ein negatives Gutachten abgegeben hat. „Angesicht des allgemein bekannten Artensterbens und der vorliegenden negativen Stellungnahmen ist die Entscheidung der Gemeinde Bozen absolut unverständlich und verantwortungslos“, so Oberhofer. Heute liegt die Rate des Artensterbens etwa hundertmal höher als im Durchschnitt der letzten zehn Millionen Jahre: Rund 25 Prozent der Tier- und Pflanzenarten sind betroffen.

Beim von der Umwidmung betroffenen Grundstück handelt es sich um eine recht steile, relativ unzugängliche und nahezu unberührte Fläche oberhalb der Autobahnausfahrt Bozen Nord. Inmitten großer landwirtschaftlicher Flächen hat dieses Stück Natur einen unschätzbarem ökologischen Wert. Vor rund 100 Jahren wurde dort das Ausbruchmaterial des Kraftwerks Kardaun abgelagert. Seitdem konnte sich die Natur im schwer zugänglichen Gelände ungestört entfalten. Unter anderem hat dort die Rotflügelige Ödlandschrecke ihr Habitat. „Sie steht nicht nur als stark gefährdete Art auf der Roten Liste, sondern ist auch durch das Südtiroler Naturschutzgesetz vollkommen geschützt“, so Madeleine Rohrer, Geschäftsführerin. Daher hat auch der Dachverband die Gemeinde Bozen mit einer Stellungnahme aufgefordert, von der Umwidmung abzusehen und dieses besondere Stück Natur zu bewahren. „Denn eine Gemeinde hat die moralische Pflicht, Naturschutz und Landwirtschaft nicht gegeneinander auszuspielen und alles daran zu setzen, um ein vom Aussterben bedrohtes Tier oder eine gefährdete Pflanze zu schützen“, so Rohrer.

„Landwirtschaft, Gewässer, Forstwirtschaft, Wildtiere, geschützte Lebensräume, Gemeinden – diese Bereiche, aber auch weitere mehr, sind Kernbereiche der Artenvielfalt. Man sei sich der Verantwortung und der Herausforderungen dieses umfassenden Themas bewusst“, sagten 2019 der Landeshauptmann und die beiden Landesräte. Oberhofer und Rohrer sind daher zuversichtlich, dass die Landesregierung mit ihrem Beschluss beweisen wird, dass Südtirol ein Land der Artenvielfalt ist.

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Comunicato stampa della Federazione Ambientalisti

Giunta provinciale, salva la biodiversità!

Il Comune di Bolzano ha votato a favore della trasformazione di un pezzo di natura di grande valore ecologico a vigneto, nonostante i numerosi pareri negativi degli esperti, tra cui quello della Federazione Ambientalisti Alto Adige. Ora la palla passa al Presidente e alla sua squadra di governo. L'associazione si appella quindi alla Giunta provinciale affinché decida contro il Comune di Bolzano e a favore della biodiversità.

All'inizio dell'estate 2019, il presidente Arno Kompatscher, l'assessore provinciale all'agricoltura Arnold Schuler e l'assessora provinciale alla tutela del paesaggio Maria Hochgruber Kuenzer hanno annunciato in una conferenza stampa congiunta che l’Alto Adige continuerà a concentrarsi sul tema della biodiversità e lo farà con ancora più forza in futuro. L'Alto Adige non deve e non vuole essere la terra della biodiversità solo per uno slogan, ma questo deve essere consolidato a lungo termine e in modo totalizzante, ha annunciato l'ufficio stampa provinciale.

"Riponiamo quindi tutte le nostre speranze nella giunta provinciale affinché si attenga alla visione dell'Alto Adige come terra di biodiversità", dichiara Josef Oberhofer, presidente della più grande organizzazione ambientalista dell'Alto Adige. La Giunta provinciale deve ora pronunciarsi sulla trasformazione richiesta dal Comune di Bolzano, tanto più che la Commissione provinciale di cui fanno parte, tra gli altri, l'autorità forestale e la tutela del paesaggio ha espresso un parere negativo. "Alla luce del tasso di estinzione delle specie generalmente noto e dei diversi pareri negativi, la decisione del Comune di Bolzano è assolutamente incomprensibile e irresponsabile", afferma Oberhofer. Oggi il tasso di estinzione delle specie è circa cento volte superiore alla media degli ultimi dieci milioni di anni: circa il 25% delle specie animali e vegetali sono colpite.

Il terreno interessato dalla trasformazione è un'area piuttosto ripida, relativamente inaccessibile e quasi incontaminata, sopra l'uscita autostradale di Bolzano Nord. In mezzo a grandi aree agricole, questo terreno ha un valore ecologico inestimabile. Circa 100 anni fa vi fu depositato il materiale di scavo della centrale elettrica di Cardano. Da allora la natura ha potuto svilupparsi indisturbata in un'area difficilmente raggiungibile. Tra gli altri, l’Edipoda germanica, ha il suo habitat qui. "Non solo è inserito nella Lista Rossa come specie altamente minacciata, ma è anche un insetto pienamente protetto dalla legge sulla conservazione della natura in Alto Adige", afferma Madeleine Rohrer, la direttrice della Federazione.

Per questo motivo l'associazione ha anche inviato un’osservazione al Comune di Bolzano chiedendo di preservare questo speciale pezzo di natura. "Riteniamo che un Comune abbia il dovere morale di fare tutto ciò che è in suo potere per proteggere un animale o una pianta a rischio di estinzione e non di mettere in contrapposizione la conservazione della natura e l'agricoltura", afferma Rohrer.

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