Montag, 21. November 2022 08:46

DVN - PM Klimaschutz ist keine Kür, sondern Pflicht | CS Protezione del clima non opzione, ma dovere

Medienmitteilung des Dachverbands für Natur- und Umweltschutz zum Abschluss der Weltklimakonferenz COP 27

Klimaschutz ist keine Kür, sondern Pflicht

Die Ergebnisse der Weltklimakonferenz sind durchwachsen. Noch immer klaffen notwendige Maßnahmen und politische Strategien weit auseinander. Das gilt auch für Südtirol. Südtirols größte Umweltorganisation appelliert an die heimische Politik beherzt zu handeln und legt drei Vorschläge vor.

„Die Klimakonferenz hat einmal mehr aufgezeigt, dass der Klimawandel auch eine soziale Frage ist und dass die Maßnahmen zur Eindämmung der Erderwärmung immer konfliktreicher in der Umsetzung werden, je länger wir zuwarten“, so Madeleine Rohrer, Geschäftsführerin des Dachverbands. Rund 80 Prozent der Bevölkerung weltweit ist nicht für den Klimawandel verantwortlich und zugleich sind sie die größten Leitragenden. „Dies trifft auch für unsere Kinder und Enkelkinder zu, die keine Schuld haben und mit großer Sorge in die Zukunft blicken“, so Rohrer. „Südtirol muss bis 2040 klimaneutral sein, das heißt wir haben nur noch 18 Jahre Zeit, um die Emissionen auf null zu bringen“.

Südtirols größte Umweltorganisation ermutigt alle Südtiroler Gemeinden, die Ziele des von der Landesregierung beschlossenen Klimaplans mit eigenen Maßnahmen umzusetzen und dieses wichtige Papier so mit Leben zu füllen. Einige Südtiroler Gemeinden haben bereits einen eigenen Klimaplan (auf der Website der Klimahausagentur werden weniger als 20 Gemeinden angeführt, die als Klimagemeinden Bronze, Silber oder Gold zertifiziert sind). Bestehende Pläne sind an das Ziel der Klimaneutralität bis 2040 anzupassen. Alle anderen Gemeinden müssen – so will es der Südtiroler Klimaplan – in den kommenden zwei Jahren einen solchen eigenen Plan haben. Entscheidend ist, dass all diese Instrumente konkrete Maßnahmen enthalten, wie die Gemeinden bis 2040 keine klimaschädlichen Emissionen mehr verursachen.

Der Dachverband fordert zweitens, dass bei der nächsten Überarbeitung des Gesetzes für Raum und Landschaft die rechtlichen Voraussetzungen geschaffen werden, dass die Gemeindeentwicklungsprogramme dem Ziel der Klimaneutralität bis 2040 entsprechen müssen. „Bei den Gemeindeentwicklungsprogrammen ist der Klimaschutz bisher keine Pflicht, sondern Kür“, so Josef Oberhofer, Präsident des Dachverbands. Damit ist nicht sichergestellt, dass die langwierig und mühsam ausgearbeiteten Gemeindeentwicklungsprogramme auch ausreichend sind, um die Kommunen fit für die nächsten 15 Jahre zu machen und den Südtiroler Klimaplan umzusetzen. „Gerade aber solche Planungen müssen sofort ins Schwarze treffen“, so Oberhofer.

Drittens wiederholt der Dachverband seine Forderung, dass alle öffentlichen Projekte, Vorhaben und Förderungen zur Umsetzung des Südtiroler Klimaplans beitragen müssen. In diesem Sinne muss auch der Landesmobilitätsplan nachgebessert werden, der in der bisher vorliegenden Version nicht ausreichend zum Klimaschutz beiträgt. Außerdem dürfen öffentlichen Gelder nur mehr in jene Vorhaben investiert werden, die klimaschädliche Emissionen senken. Die Erweiterung von Skipisten und der Ausbau von Skikarussellen genauso wenig dazu wie der Ausbau der Kapazitäten auf der Brennerautobahn.

„Die Landesregierung hat mit dem Beschluss der Klimaneutralität bis 2040 die Dringlichkeit anerkannt. Jetzt müssen umgehend die konkreten Maßnahmen folgen“, so Oberhofer und Rohrer. Die Weltklimakonferenz habe gezeigt, wie groß die Verantwortung, aber auch die Chancen für Südtirol seien.

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Comunicato stampa delle Federazione Ambientalisti Alto Adige in relazione alla conclusione della Conferenza mondiale sul clima COP 27

La protezione del clima non è un’opzione, ma un dovere

I risultati della Conferenza mondiale sul clima sono contrastanti. Esiste ancora un ampio divario tra le misure necessarie e le strategie politiche. Questo vale anche per l'Alto Adige. La più grande organizzazione ambientalista dell'Alto Adige si appella ai politici locali affinché agiscano con coraggio e avanza tre proposte.

"La conferenza sul clima ha dimostrato ancora una volta che il cambiamento climatico è anche una questione sociale e che più aspetteremo e più le misure per contenere il riscaldamento globale diventeranno conflittuali nella loro attuazione”, afferma Madeleine Rohrer, direttrice della Federazione. Circa l'80% della popolazione mondiale non è responsabile dei cambiamenti climatici e allo stesso tempo proprio chi non ha responsabilità è più colpito dalle conseguenze. "Questo vale anche per i nostri figli e nipoti, che non hanno colpe e guardano al futuro con grande preoccupazione", dice Rohrer. "L'Alto Adige deve essere clima neutrale entro il 2040, il che significa che ci restano solo 18 anni per portare le emissioni a zero".

La più grande organizzazione ambientalista dell'Alto Adige incoraggia tutti i comuni altoatesini ad attuare gli obiettivi del piano climatico provinciale con misure proprie e a riempire così di contenuti  questo importante documento. Alcuni comuni altoatesini hanno già un proprio piano per il clima (il sito web dell'Agenzia CasaClima elenca meno di 20 comuni certificati come Comuni Clima Bronze, Silver o Gold). I piani esistenti devono essere adattati all'obiettivo della neutralità climatica entro il 2040. Tutti gli altri comuni, secondo il Piano clima provinciale, dovranno dotarsi di un proprio piano entro i prossimi due anni. È fondamentale che tutti questi strumenti contengano misure concrete per realizzare l’obiettivo di non produrre più emissioni dannose per il clima entro il 2040.

In secondo luogo, l'associazione chiede che nella prossima revisione della legge sul territorio e paesaggio vengano creati i presupposti legali per cui i programmi di sviluppo comunali debbano rispettare l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2040. "Nei programmi di sviluppo comunali la protezione del clima non è stata finora un obbligo, ma una libera scelta", afferma Josef Oberhofer, presidente della Federazione. Ciò non garantisce che queste strategie, elaborate con tante risorse e tempo, siano sufficienti a rendere i comuni clima neutrali entro i prossimi 18 anni e ad attuare il Piano climatico provinciale. "Ma è proprio questa pianificazione che deve perseguire da subito l’obiettivo giusto", afferma Oberhofer.

In terzo luogo, l'associazione ribadisce la richiesta che tutti i progetti, i piani e le sovvenzioni pubbliche contribuiscano all'attuazione del Piano clima provinciale. In questo senso, anche la bozza del nuovo Piano Provinciale della Mobilità, che nella sua versione attuale non contribuisce sufficientemente alla protezione del clima, deve essere migliorato. Inoltre, i fondi pubblici dovrebbero essere investiti solo in progetti che riducono le emissioni dannose per il clima. L'ampliamento delle piste da sci e il potenziamento degli impianti di risalita e il potenziamento dell'autostrada del Brennero non sono sicuramente fra questi.

"La giunta provinciale ha riconosciuto l'urgenza con la sua decisione di raggiungere la neutralità climatica entro il 2040. Ora devono seguire immediatamente le misure concrete", concludono Oberhofer e Rohrer. La Conferenza Mondiale sul Clima ha dimostrato quanto sia grande la responsabilità, ma anche le opportunità per l'Alto Adige.

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