Freitag, 29. April 2022 08:00

DVN - PM Klaus-Peter Dissinger übergibt Führung | CS Klaus-Peter Dissinger passa la leadership

Medienmitteilung des Dachverbandes für Natur- und Umweltschutz

Klaus-Peter Dissinger übergibt Führung

Nach zwölf Jahren endet die Ära von Klaus-Peter Dissinger als Vorsitzendem des Dachverbandes für Natur- und Umweltschutz. Der Brixner tritt bei der Anfang Mai anstehenden Vorstandswahl nicht mehr an. „Nach so vielen Jahren und so viel Arbeit, die ich in den Verband gesteckt habe, wird es nun Zeit, einen Schritt zurück und neuen Ideen Platz zu machen“, so Dissinger.
(testo ital. sottostante)

2010 war Dissinger erstmals zum Vorsitzenden der größten Umweltorganisation im Land gewählt worden, die er in seiner Amtszeit auf eine breitere Basis gestellt hat. „Der Dachverband ist in den letzten Jahren gewachsen, nun thematisch und sozial noch breiter aufgestellt und tiefer in der Gesellschaft verankert als noch zu Beginn meiner Amtszeit“, erklärt der scheidende Vorsitzende, dessen thematischer Fokus Nachhaltigkeitsthemen genauso galt wie einer zukunftsfähigen Mobilität.

In letzteren Bereich fallen auch die größten Erfolge des Dachverbandes unter Dissingers Führung. „Eines der Highlights war sicher das erfolgreiche Referendum gegen den Ausbau des Bozner Flughafens“, so Dissinger. „Die Südtirolerinnen und Südtiroler haben damals ein klares Bekenntnis zu einer nachhaltigeren Mobilität abgelegt.“

Von allem Anfang an hat sich Dissinger darüber hinaus für eine nachhaltige Regelung des Transitverkehrs auf der Brennerautobahn eingesetzt und Maßnahmen zur Senkung der Autobahn-Emissionen gefordert. „Ich bin nach wie vor überzeugt, dass ein Tempolimit das kurzfristig wirksamste Mittel wäre, und froh darüber, dass man im Projekt BrennerLEC eine situationsbedingte Geschwindigkeitsbegrenzung zumindest testet“, so Dissinger, der anfügt: „Auch dieses Beispiel zeigt, dass in unserer Arbeit letztendlich nur zwei Dinge zählen: gute Argumente und Beharrlichkeit.“

Der Einsatz des Brixners galt zudem dem Schutz des UNESCO-Weltnaturerbes Dolomiten und dabei vor allem einer dauerhaften Verkehrsberuhigung der Passstraßen. Auch die Erhaltung der Biodiversität war (und ist) Dissinger ein Anliegen. „Es geht durchaus nicht nur um die Artenvielfalt im Tal, sondern auch um jene in den höheren Lagen, etwa auf den Almen“, erklärt er. In den letzten Jahren sind zu diesem Fokus auch noch die Bemühungen um den Klimaschutz intensiviert worden. „Gerade hier gilt es, die Jugend mit ihrer Innovationskraft, ihrem Ideenreichtum und ihrem Engagement so stark wie nur möglich einzubinden“, so der scheidende Vorsitzende, der betont, dass der Dachverband unter seiner Führung unter den ersten gewesen sei, die der „Fridays for future“-Bewegung eine Zusammenarbeit angeboten hätten.

Auf seinen Nachfolger sieht der langjährige Vorsitzende zwei große Herausforderungen zukommen. „Es geht zum einen darum, die Professionalisierung des Dachverbandes im Zuge der Neustrukturierung des dritten Sektors noch weiter voranzutreiben“, so Dissinger. Zum anderen sei weiter konsequent daran zu arbeiten, die Bedeutung des Dachverbandes nicht nur der Gesellschaft, sondern vor allem Politikerinnen und Politikern vor Augen zu führen: „Es muss allen bewusst sein, dass die Nachhaltigkeitsstrategie, die das Land auf den Weg gebracht hat, nur mit einem starken Dachverband umzusetzen ist, der als Gegengewicht zu den großen Lobbyverbänden wirkt“, so der scheidende Vorsitzende. „Schließlich hat der Dachverband anders als die Lobbys keine Partikularinteressen vor Augen, sondern die langfristige Sicherung des Allgemeinwohls.“

Der Dachverband für Natur- und Umweltschutz wählt Anfang Mai seinen neuen Vorstand.

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Comunicato stampa della Federazione Protezionisti Sudtirolesi

Klaus-Peter Dissinger passa la leadership

Dopo dodici anni, l'era di Klaus-Peter Dissinger come presidente della Federazione Protezionisti Sudtirolesi sta per finire. Il nativo di Bressanone non si candiderà per la rielezione nel Consiglio di inizio maggio. "Dopo tanti anni e tanto lavoro messo a disposizione della Federazione, è ora di fare un passo indietro e lasciare spazio a nuove idee", afferma Dissinger.

Nel 2010, Dissinger era stato eletto per la prima volta presidente della più grande organizzazione ambientalista della provincia, che ha incrementato la propria base durante il suo mandato. "La Federazione è cresciuta negli ultimi anni, ha allargato la base sociale e incrementato le tematiche affrontate ed è più profondamente ancorata nella società di quanto non fosse all'inizio del mio mandato", spiega il presidente uscente, il cui impegno si è focalizzato sui temi della sostenibilità e della mobilità sostenibile.

I maggiori successi della Federazione sotto la guida di Dissinger rientrano anche in quest'ultimo settore. "Uno dei punti salienti è stato certamente il successo del referendum contro l'ampliamento dell'aeroporto di Bolzano", sostiene Dissinger. "In quell'occasione, gli altoatesini si sono impegnati chiaramente per una mobilità più sostenibile".

Fin dall'inizio del suo mandato, Dissinger si è anche battuto per una regolamentazione sostenibile del traffico di transito sull'autostrada del Brennero e ha chiesto misure per ridurre le emissioni autostradali. "Rimango convinto che un limite di velocità sarebbe il mezzo più efficace a breve termine e sono contento che si stia almeno testando una riduzione dinamica dei limite di velocità nel progetto BrennerLEC", ha proseguito Dissinger, aggiungendo: "Questo esempio mostra anche che alla fine solo due cose contano nel nostro lavoro: buone argomentazioni e perseveranza".

L'impegno del brissinense è stato anche per la protezione del patrimonio naturale mondiale dell'UNESCO delle Dolomiti e, soprattutto, per una moderazione permanente del traffico sulle strade verso i passi. La conservazione della biodiversità era (ed è) una preoccupazione anche per Dissinger. "Non si tratta solo della biodiversità nella valle, ma anche a quote più alte, per esempio sui pascoli alpini", spiega. Negli ultimi anni, oltre a questa attenzione, si sono intensificati gli sforzi per proteggere il clima. "Qui, in particolare, è importante coinvolgere il più possibile i giovani con la loro forza innovativa, la loro ricchezza di idee e il loro impegno", dice il presidente uscente, che sottolinea che sotto la sua guida la Federazione è stata tra le prime a offrire collaborazione al movimento "Fridays for future".

Il presidente uscente vede due grandi sfide per il suo successore. "Da un lato, si tratta di spingere ancora di più la professionalizzazione della Federazione nel corso della riforma del terzo settore", dichiara Dissinger. D'altra parte, dobbiamo continuare a lavorare costantemente per far capire l'importanza della Federazione non solo alla società, ma soprattutto ai politici: "Tutti devono essere consapevoli che la strategia di sostenibilità che la Provincia ha lanciato, può essere attuata solo con una Federazione forte che faccia da contrappeso alle grandi associazioni lobbistiche", ha detto il presidente uscente. "Dopo tutto, a differenza delle lobby, la Federazione non ha in mente interessi particolari, ma la salvaguardia a lungo termine del bene comune".

La Federazione Protezionisti Sudtirolesi elegge il suo nuovo Consiglio all'inizio di maggio.

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