Dienstag, 07. Juni 2016 10:23

Landtag/Consiglio - 12.06.2016 AUFRUF zum NEIN-APPELLO al NO

Gemeinsame Pressekonferenz von Landtagsabgeordneten am 7. Juni 2016 - Obwohl wir im Landtag unterschiedlichen Parteien angehören, wenden wir uns gemeinsam gegen eine weitere Finanzierung des Flughafens Bozen anlässlich der Volksbefragung am 12. Juni 2016.

Unser NEIN bei der Volksbefragung entspringt der Sorge um die Gesundheit und den Lebensraum der betroffenen Menschen. Deren Gefährdung, dann die weitere Verschleuderung von Steuermitteln, stehen in keinem Verhältnis zu den Vorteilen eines weiteren Flughafenausbaus. > Positionspapier im Anhang

 

Conferenza stampa comune di Consiglieri provinciali il 7 giugno 2016 - Anche se in Consiglio provinciale apparteniamo a diversi partiti, in vista del referendum del 12 giugno, 2016 ci pronunciamo insieme contro un ulteriore finanziamento dell'aeroporto di Bolzano.

Il nostro NO al referendum deriva dalla preoccupazione per la salute e l'ambiente in cui vive la popolazione interessata. La minaccia alla loro salute e l'ulteriore sperpero del denaro pubblico sono assolutamente sproporzionati rispetto ai benefici che, secondo gli stessi promotori, porterebbe un ampliamento dell'aeroporto. > presa di posizione nell'allegato

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DEUTSCH -  Wir heben nur vier Argumente hervor:

 

Planvoller Umgang mit öffentlichen Geldmitteln.

Rund 120 Mio. € gingen bisher in den Flughafen und mit ihm verbundene Leistungen, nun sollen ab 2017 jährlich weitere 2,5 Mio. € (und 2,5 Mio. an Beiträgen der Handelskammer) bis 2022 fließen, um 170.000 Fluggäste zu erreichen. Damit nicht genug: Neben den Direktbeiträgen werden Verluste produziert, die gleichfalls die öffentliche Hand abdecken muss und die erst beim Erreichen von rund 500.000 Passagieren jährlich gestoppt würden. Bei einem „Ja“ erhielte der Airport Dutzende von Euromillionen, die schon heute in den Bereichen Bildung (Kindergärten), Gesundheit (Geburtenstationen); Soziales (Familien) empfindlich fehlen.

 

Solidarität mit den Anwohnern und ihrer bedrohten Lebensqualität.

Wer in St. Jakob, in Leifers, Pfatten, in Branzoll, im Süden Bozens, im Unterland und Überetsch wohnt und arbeitet, hat Anrecht auf ein weniger belastetes Leben. Der Ausbau des Flughafens bedeutet einen schwer wiegenden, für Anwohner kaum erträglichen Zuwachs an Emissionen und Lärm, der die bereits vorhandenen Belastungen noch weiter verstärkt. Mit den vorgesehenen größeren Maschinen gingen Lärm und Abgase sprunghaft nach oben. Auch die Landesumweltagentur spricht von „erheblichen Auswirkungen auf die Umwelt in einem Gebiet, wo der Jahresgrenzwert von Stickoxiden an zahlreichen Messstellen überschritten wird.“

Die rund 180.000 Menschen, die im Einzugsgebiet des Flughafens leben, entsprechen einem Drittel der Landesbevölkerung. Als Bürger Südtirols sind wir der Achtsamkeit und dem Schutz von Minderheiten besonders verpflichtet.

Wirtschaftlicher Erfolg wächst auch ohne Flughafen, ja dann erst recht!

Südtirol ist eine der wohlhabendsten Regionen Europas, Tourismus und Nächtigungen wachsen stetig, der Export legt zu. Diese Entwicklung verdankt unser Land dem Einsatz und Fleiß von Unternehmen und Mitarbeitern. Sie sind auch das Ergebnis seiner besonderen Landschaft, Lebensqualität und Lage im Herzen Europas, die seine Erreichbarkeit sichert. Gäste schätzen Südtirols Ruhe und Erholungswert, sie gilt es zu pflegen und nicht den Flugtourismus. Es wächst die Zahl jener Gäste und Besucher, die eine flughafenfreie Region schätzen, aus Gründen von Erholung, Sicherheit und Klimaschutz.

 

Auch bei einem „Nein“ bleibt der Flughafen unter Kontrolle des Landes.

Die Sorge ist unbegründet, dass bei einem Sieg des NEIN der Flughafen in die Hände des Staates bzw. der Luftfahrtbehörde ENAC zurück fiele und europaweit ausgeschrieben werden müsste. Aber auch dann, wenn dies einträfe, fänden sich wohl kaum Interessenten, die bereit wären, die notwendigen Investitionen ohne öffentliche Beiträge zu schultern. Kein Privater würde es wagen, viele Millionen gegen ungewisse Zukunftsaussichten zu investieren. Die Wahrheit sieht hingegen anders aus: Das Land verfügt im Hinblick auf den Flughafen über gesetzliche Zuständigkeit, die von Art. 117 der Verfassung anerkannt ist. Bereits heute hat es Gesetze und ein eingehendes Reglement erlassen (Dekret des LH, Nr. 63/2008), worin der Betrieb des Flughafens eingehend geregelt ist, wer immer der Konzessionär sein mag. Schließlich überträgt der „staatliche Plan der Flughäfen“, in Kraft seit 2. 1. 2016, das Eigentum des Flughafens vom Staat an das Land Südtirol. Die Möglichkeit, dass im Abschluss an diese Übertragung das Land die Zuständigkeit zur ausschließlichen Vergabe der Konzession erhält, ist bereits angekündigt worden. LH Kompatscher selbst hat dies in einem Interview mit der Südtiroler Wirtschaftszeitung am 4. 9. 2015 mitgeteilt (s. Anlage). Das Land läuft also keinesfalls Gefahr, die Kontrolle über den Flughafen einzubüßen und kann dem Votum der Bürgerinnen und Bürger in vollem Umfang Rechnung tragen, falls das NEIN überwiegt.

 

Mitunter gibt es Themen, die größeres Gewicht haben als die Unterschiede zwischen politischen Parteien. Die Frage der weiteren Finanzierung des Flughafens Bozen gehört dazu. Für uns bedeutet ein NEIN anlässlich der Volksbefragung am 12. Juni 2016 ein vierfaches „Ja“:
1. Ja zum Lebensraum Bozen Unterland,
2. Ja zur sinnvollen Verwendung von Steuermitteln,
3. Ja zu einer wirtschaftlich gesunden und nachhaltigen Entwicklung,
Ja auch zum weiteren Einfluss auf das Flughafen-Gelände.

 

Wir bitten die Bürgerinnen und Bürger Südtirols, am kommenden Sonntag mit „Nein“ zu stimmen, im eigenen Interesse, vor allem aber im Sinne der Zukunft Südtirols.

 

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ITALIANO - Indichiamo solo quattro punti:

 

1. Cautela nell'utilizzo del denaro pubblico.

Finora già 120 milioni di € sono stati gettatoi nell'aeroporto e nei relativi servizi, e dal 2017 verranno aggiunti € 2,5 milioni (e 2,5 milioni di contributo della Camera di Commercio) fino al 2022, per raggiungere l'obbiettivo di 170.000 passeggeri. Ma non è tutto: oltre ai contributi diretti occorrerà coprire le perdite previste, e a ciò direttamente o indirettamente dovrà pensare la mano pubblica nei prossimi 20 anni, visto che il pareggio è previsto solo al 2035 a patto che si superino i 500.000 passeggeri. La vittoria del "sì" significa dunque investire altre decine di milioni nell'Aeroporto, soldi che servono urgentemente nei settori dell'istruzione (scuole materne), della salute (reparti di maternità), del sociale (famiglia).

 

2. La solidarietà con la popolazione coinvolta, contro la minaccia alla sua qualità della vita.

Chi vive e lavora a San Giacomo, Laives, Vadena, Bronzolo, a Bolzano, in Bassa Atesina e nell'Oltradige ha diritto ad una vita decente. L'ampliamento dell'aeroporto comporta un aumento insostenibile delle emissioni inquinanti e del rumore, che aggrava ulteriormente il catrico ambientale già presente. Con gli aerei a reazione previsti rumore e emissioni si innalzeranno bruscamente. . La stessa Agenzia provinciale per l'ambiente ha parlato di “ripercussioni notevoli sull'ambiente in un'area dove il valore limite annuo di ossidi di azoto è stato superato in numerose stazioni di rilevamento”.

Le 180.000 persone che vivono nel bacino di utenza dell'aeroporto, pari a un terzo della popolazione della provincia. Come cittadini e cittadine della nostra autonomia siamo particolarmente obbligati a tutelare ogni tipo di minoranza.

 

3. Il successo economico fiorisce anche senza l'aeroporto, in questo momento più che mai!

La provincia di Bolzano è una delle regioni più ricche d'Europa, il turismo e i pernottamenti sono in costante crescita, l'esportazione aumenta di anno in anno. Questo sviluppo si deve all'intelligenza e alla diligenza delle nostre aziende e delle/dei loro dipendenti. E' anche il risultato del nostro paesaggio speciale, della qualità della vita e della nostra posizione nel cuore dell'Europa, che assicura l'accessibilità al nostro territorio. Gli ospiti apprezzano il valore del riposo e del relax nella natura: questo deve essere coltivato, non il turismo mordi e fuggi. Un numero crescente di questi ospiti ci apprezza anche come una regione libera da traffico aeroportuale, per ragioni di riposo, sicurezza e clima.

 

4. Anche con un "No", l'aeroporto rimane sotto il controllo della Provincia.

È infondata la preoccupazione che con la vittoria del NO l'aeroporto cadrebbe nelle mani dello stato o dell'ENAC e verrebbe messo a gara europea. Se anche ciò accadesse, si troverebbero ben pochi interessati assumersi i necessari investimenti, senza contributi pubblici. Nessun privato avrebbe il coraggio di investire molti milioni di fronte a un futuro molto incerto.

La realtà comunque è ben diversa: sull'aeroporto la Provincia ha competenza legislativa riconosciuta dalla Costituzione (art. 117) ed ha già emanato leggi e un dettagliato regolamento (Decreto presidente giunta provinciale n. 63 del 2008) con cui viene regolata nel dettaglio la gestione dell'aeroporto, qualsiasi sia il concessionario.

Inoltre, il “piano nazionale degli aeroporti”, in vigore dal 2 gennaio 2016, trasferisce la proprietà dell'aeroporto di Bolzano dallo Stato alla Provincia. La possibilità che in seguito a questo trasferimento la Provincia ottenga anche la competenza esclusiva di erogare la concessione è stata annunciata, in tempi non sospetti, dallo stesso Presidente Kompatscher in una intervista alla Wirtschaftszeitung del 4 settembre 2015 (vedi allegato).

La Provincia dunque non rischia affatto di perdere il controllo dell'aeroporto e potrà ripettare pienamente il risultato del voto nel caso prevalga il NO.

 

A volte ci sono questioni che hanno un peso maggiore rispetto alle differenze tra i partiti politici. La questione di ulteriore finanziamento per l'aeroporto di Bolzano è una di queste. Per noi un NO al referendum del 12 giugno 2016 significa quattro volte "sì":

sì alla qualità della vita di Bolzano, dell'Oltradige e della Bassa Atesina;
sì all'uso sensato del denaro pubblico;
sì a uno sviluppo sano e sostenibile;
sì al pieno controllo democratico dell'area aeroportuale.

 

Chiediamo ai cittadini e alle cittadine di votare No il 12 giugno, non solo nel proprio interesse, ma soprattiutto per il futuro della nostra terra.

 LTAbgeordnete kl2

Bernhard Zimmerhofer - Walter Blaas - Helmuth Renzler - Pius Leitner - Ulli Mair - Myriam Atz Tammerle - Sven Knoll - Brigitte Foppa - Oswald Schiefer - Riccardo Dello Sbarba - Andreas Pöder - Hans Heiss - Paul Köllensperger - und/e Sigmar Stocker

Und das Video dazu > http://www.tageszeitung.it/2016/06/07/hoert-auf-niki-lauda/

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