Freitag, 12. August 2016 10:25

PK/CS - Transiti sui passi dolomitici

12-08-2016 - Comunicato stampa comune sul Passo Sella - Nella giornata odierna presso il rifugio Sella a Passo Sella le associazioni in indirizzo sono ritornate a chiedere alle provincie interessate una ben precisa riduzione del traffico automobilistico privato sui passi dolomitici.
La conferenza stampa è stata indetta in questa significativa località, Passo Sella, perché simbolo di unione della rete della mobilità delle Dolomiti, a cavallo fra le due province autonome di Trento e Bolzano.
Le associazioni ambientaliste e alpinistiche - Dachverband (presidente Klauspeter Dissinger), Alpenverein Sudtirol, (presidente Georg Simeoni) CAI provincia di Bolzano (Presidente Claudio Sartori), SAT del Trentino (Presidente Claudio Bassetti) , Mountain Wilderness Italia (Consigliere nazionale Franco Tessadri, Werner Putzer, Renata Tavernar), CIPRA Italia (vicepresidente Luigi Casanova), Lia da Mont della val Gardena (Presidente Tullio Mussner) - in modo univoco e con forza hanno chiarito e proposto una serie articolata di interventi:

° Da dieci anni si parla di chiusura al traffico dei passi dolomitici: nonostante ripetute promesse siamo ancora all’anno zero e la situazione dei transiti diventa sempre più insostenibile dal punto di vista del traffico, dell’inquinamento, del rumore, della rottura di equilibri e sensibilità complesse che riguardano il paesaggio, la natura, L’insieme dei valori reali reale delle Dolomiti.


° E’ inadeguato e semplicistico proporre la chiusura del solo passo del Sella. La sperimentazione deve riguardare, come momento di partenza, l’intero giro e comprendere i quattro passi Sella, Pordoi, Campolongo e Gardena.


° Vi è la piena contrarietà alla imposizione di un pedaggio in quanto, ovunque sia stato adottato, non ha comportato una riduzione del traffico privato, anzi, ogni anno in queste località si registrano significativi e preoccupanti aumenti di passaggi.


° La chiusura al traffico privato va attuata con dei passaggi sperimentali partendo da una fascia oraria minimale che si situa fra le ore 11.00 e le ore 16.00. Questo per garantire agli ospiti di poter vivere le emozioni proprie che l’ambiente dolomitico riesce ad offrire: paesaggio, silenzio, armonia, contemplazione.


° E’ compito delle amministrazioni pubbliche procedere, con urgenza, alla costruzione di passaggi partecipativi che portino in tempi brevissimi a decisioni concrete. I processi partecipativi oltre agli enti pubblici interessati, devono coinvolgere l’associazionismo ambientalista e alpinistico, le organizzazioni delle categorie economiche e i rappresentanti del mondo del lavoro che devono transitare sui passi.


° E’ evidente che, perché tali obiettivi siano raggiunti, è doveroso che gli enti pubblici offrano servizi alternativi: parcheggi a fondovalle, trasporto con navette pubbliche e private in quota, accordi con gli impiantisti interessati ed altro ancora.


° La Fondazione Dolomiti UNESCO deve assumere in tale progetto un ruolo centrale visto che è espressione e sintesi del mondo politico che governa questo Territorio. La Fondazione Dolomiti UNESCO non può rimanere, come oggi purtroppo semplicisticamente viene letta, unicamente un marchio turistico, ma deve offrire ai cittadini e ai residenti risposte chiare sui temi più critici. Dalla Fondazione ci aspettiamo risposte urgenti in tema di mobilità sostenibile, di riqualificazione paesaggistica delle aree di transito a partire dai passi dolomitici, apertura di processi partecipati sul tema che portino, in tempi brevissimi, a decisioni condivise e applicabili.


° E’ stato ribadito come il tema della mobilità sostenibile non possa ridursi alla sola attenzione rivolta ai transiti privati sui passi dolomitici, ma debba investire e portare a soluzione le troppe e continue criticità che si presentano nei fondovalle: val Badia, val Gardena e valle di Fassa in particolare, senza per questo trascurare la situazione nel versante bellunese.


° Quanto accade con il transito del traffico su moto è sempre più insostenibile: velocità eccessive, spericolatezza, rumore assordante. I controlli sono ridotti al minimo. Ogni amministrazione pubblica, anche i comuni, hanno il dovere di controllare quanto si verifica sul tema non solo attorno ai quattro passi, ma su tutti i transiti delle dolomiti. Il rumore è una delle criticità più pesanti che offendono chi nell’ambiente alpino cerca tranquillità ed emozioni autentiche.


° E’ necessaria una intensa collaborazione, una messa in rete, delle province dolomitiche per arrivare a definire in tempi certi mobilità alternativa e sostenibile: potenziamento ed estensione della rete ferroviaria, piste ciclabili, sentieristica, utilizzo degli impianti esistenti (una card estiva pagata con i ricavati della tassa di soggiorno?), riqualificazione paesistica di tutti i passi con riduzione delle aree di parcheggio.


° la situazione dell’area delle Tre Cime di Lavaredo non è più sostenibile: in tempi bervi anche qui è necessario costruire un percorso partecipato che porti alla soluzione dello scempio dei parcheggi presenti sotto le montagne simbolo di tutte le Dolomiti.


Questo è l’insieme delle valutazioni espresse dalle associazioni presenti, un coro unanime, diffuso e che chiede al mondo politico soluzioni certe e definite in tempi brevissimi.

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da si./v.li: Tullio Mussner, Claudio Bassetti, Klauspeter Dissinger, Franco Tessadri, Luigi Casanova, Werner Putzer, Georg Simeoni

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